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Anne e Patrick Poirier
Copia di Galleria_Fumagalli_Opening_Poirier_047

Dopo gli studi all’École nationale supérieure des Arts décoratifs e numerosi viaggi in Oriente, Medio Oriente e Stati Uniti, Anne e Patrick Poirier trascorrono quattro anni alla Villa Medici a Roma (1967-1971). Dall’inizio della loro residenza decidono di lavorare assieme. Abbandonando i loro rispettivi ego, mettono insieme le proprie idee, le loro sensibilità, e i loro lavori firmati a due diventano il frutto di questa condivisione. Non sono più degli artisti solitari che lavorano nei loro atelier alla ricerca di un linguaggio personale, ma dei viaggiatori, degli agrimensori di siti archeologici, degli scopritori di civiltà, religioni e culture diverse. Rifiutando i ruoli convenzionali di “scultore” o “pittore”, assumono quelli, interscambiabili a seconda delle circostanze, di ”archeologo” e “architetto”. Non si tratta più di una ricerca formale ma, attraverso un approccio artistico alle scienze umane, di un viaggio nella memoria che loro considerano un valore fondamentale, alla base di tutta l’intelligenza tra gli esseri e le società. Figli della guerra, denunciano la fragilità delle civiltà e delle culture, e la loro estetica è spesso quella del frammento, della rovina, della catastrofe. Artisti multidisciplinari non si precludono nessun mezzo d’espressione.

In più di quarant’anni di lavoro in comune, loro esposizioni personali si sono tenute nei più importanti musei e istituzioni culturali, tra i quali: Neue Galerie-Sammlung Ludwig, Aix-la-Chapelle (1973); Berliner Kunstverein, Berlin (1977); CAPC, Bordeaux (1977); Centre Georges Pompidou, Parigi (1978); Palais des Beaux-Arts, Bruxelles (1978); MoMA, New York (1979); MoMA PS1, New York (1980); Festival d’automne, chapelle Saint-Louis de la Salpêtrière, Parigi (1983); Chiesa San Carpoforo, Milano (1984); The Brooklyn Museum, New York (1984); Museum Moderner Kunst, Vienna (1993); The Getty Research Institute, Los Angeles (2001); La Verrière, Hermès, Bruxelles (2004); Festival de la Philosophie, Modena (2007); Festival d’Auvignon, chapelle Saint-Charles (2009); musée Campredon, L’isle-sur-la-Srogue, Provence (2009); Espace Louis Vuitton, Tokyo (2013); Le Voyage à Nantes, “Curiositas”, musée des Beaux-Arts, Nantes (2014); Waldfrieden Skulpturenpark, Wuppertal (2016); Museé d’Art Moderne et Contemporain de Saint-Étienne Métropole, Saint-Étienne (2016); Maison Européenne de la Photographie, Parigi (2017). Una retrospettiva dedicata al loro lavoro è prevista dall’8 settembre 2018 al 27 gennaio 2019 al De Pont Museum di Tilburg, Olanda. Hanno partecipato a numerosi appuntamenti internazionali come: Biennale des Jeunes, Parigi (1973); Biennale di Venezia (1976, 1980, 1984); documenta, Kassel (1977); Biennale d’Istanbul (1987); Festival di Vienne, Austria (1991); Biennale di Lione (2000); Biennale di Busan, Corea del Sud (2002); Biennale di Valenza, Spagna (2003); Biennale di La Havana (2006); Triennale Echigo-Tsumari, Giappone (2015); “Carambolages”, Grand Palais, Parigi (2016). Le loro opere fanno parte di numerose collezioni pubbliche e private nel mondo, in Italia si possono ricordare le installazioni presso il Museo Pecci di Prato e Villa Celle a Pistoia.

Da inizio 2017, sono rappresentati in Italia dalla Galleria Fumagalli, Milano.