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Anne e Patrick Poirier

Anne e Patrick Poirier sono nati rispettivamente a Marsiglia e a Nantes nel 1942. Vivono e lavorano tra Parigi e Lourmarin. Dopo gli studi all’École nationale supérieure des Arts décoratifs e numerosi viaggi in Oriente, Medio Oriente e Stati Uniti, Anne e Patrick Poirier trascorrono quattro anni alla Villa Medici a Roma (1967-1971). Dall’inizio della loro residenza decidono di lavorare assieme. Abbandonando i loro rispettivi ego, mettono insieme le proprie idee, le loro sensibilità, e i loro lavori firmati a due diventano il frutto di questa condivisione. Non sono più degli artisti solitari che lavorano nei loro atelier alla ricerca di un linguaggio personale, ma dei viaggiatori, degli agrimensori di siti archeologici, degli scopritori di civiltà, religioni e culture diverse. Rifiutando i ruoli convenzionali di “scultore” o “pittore”, assumono quelli, interscambiabili a seconda delle circostanze, di ”archeologo” e “architetto”. Non si tratta di una ricerca formale ma, attraverso un approccio artistico alle scienze umane, di un viaggio nella memoria che loro considerano un valore fondamentale, alla base di tutta l’intelligenza tra gli esseri e le società. Figli della guerra, denunciano la fragilità delle civiltà e delle culture, e la loro estetica è spesso quella del frammento, della rovina, della catastrofe. Artisti multidisciplinari non si precludono nessun mezzo d’espressione: l’intero corpo di opere di Anne e Patrick Poirier comprende plastici, sculture e installazioni ambientali, fotografie, lavori su carta, dipinti e altri frammenti visivi che parlano della fragilità della vita.

In più di quarant’anni di lavoro in comune, loro esposizioni personali si sono tenute nei più importanti musei e istituzioni culturali: Maison Européenne de la Photographie, Parigi (2017), Skulpturenpark Waldfrieden, Wuppertal e Museé d’Art Moderne et Contemporain de Saint-Étienne (2016), Musée Jean Cocteau, Mentone (2015), Espace Louis Vuitton, Tokyo (2013), Museo d’arte contemporanea Donna Regina, Napoli (2011), Villa Medicea La Magia, Quarrata (2006), Kunstmuseum, Thun (2003), The Getty Research Institute, Los Angeles e Musée de l’Élysée, Losanna (1999), Museum Moderner Kunst Ludwig, Vienna (1994), Maison de la Culture, Grenoble (1985), The Brooklyn Museum, New York e Chiesa di San Carpoforo, Milano (1984), Chapelle Saint-Louis de la Salpêtrière, Parigi (1983), MoMA PS1, New York (1980), MoMA, New York (1979), Palais des Beaux-Arts, Bruxelles e Centre Georges Pompidou, Parigi (1978), CAPC, Bordeaux e Berliner Kunstverein, Berlino (1977), Neue Galerie-Sammlung Ludwig, Aix-la-Chapelle (1973).

Tra le mostre collettive in istituzioni: Domaine de Chaumont-sur-Loire (2018), The Parkview Museum, Singapore (2017), Grand Palais, Parigi (2016), MACRO, Roma (2012), Museum of Fine Arts, Budapest (2011), Musée de Picardie, Amiens (2009), Musée d’art contemporain, Montréal e Royal Museum of Fine Arts of Belgium, Brussels (2008), Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci, Prato (2007), Musée des Beaux-Arts, Rouen (2006), Mak, Vienna (2004), Chelsea Art Museum, New York e Ludwig Museum, Budapest (2003), Museo Nacional de Bellas Artes, Buenos Aires (2002), Musée de l’Élysée, Losanna (1999), Getty Research Institute, Los Angeles (1998), Centre Georges Pompidou, Parigi (1997), Centro de Arte Moderna, Lisbona (1996), Center for Contemporary Art, Cleveland (1990), Kunstlerhaus, Vienna (1987), Kunsthalle, Berlino e Palais des Beaux-Arts, Bruxelles (1982), Centre Pompidou, Parigi e Muséum of Modern Art, Toyama (1981), Los Angeles Institute of Contemporary Art (1980), Art Institute of Chicago (1977), CAPC, Bordeaux (1976), Kunstverein, Amburgo (1974), Musée des Beaux-Arts, Bordeaux (1973).

Hanno partecipato a numerosi appuntamenti internazionali come: Biennale de La Havana (2006), Biennale di Valencia (2003), Biennale di Busan (2002), Biennale di Lione (2000), Biennale d’Istanbul (1987), documenta, Kassel (1977), Biennale di Venezia (1984, 1980, 1976).

Da inizio 2017, sono rappresentati in Italia dalla Galleria Fumagalli di Milano, che dedica loro la personale “Dystopia” nello stesso anno.