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Carla Accardi
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Carla Accardi nasce a Trapani nel 1924. Il 15 marzo del 1947 con Ugo Attardi, Pietro Consagra, Piero Dorazio, Mino Guerrini, Achille Perilli, Antonio Sanfilippo e Giulio Turcato, firma il manifesto del gruppo Forma, pubblicato nel mese successivo sul numero unico della rivista Forma 1. Il suo linguaggio sviluppa una poetica incentrata sul rapporto segno-colore, accentuando spesso il valore delle bicromie. La sua ricerca si radicalizza negli anni ’70 utilizzando come base per i suoi segni, ma talvolta anche come materia costituente dell’opera stessa, superfici trasparenti di Sicofoil. Negli anni successivi, il suo lavoro prosegue basato su interventi pittorico/segnici in stretta relazione con quelli precedenti, accentuandone la graficità, sia sulla classica tela preparata o grezza che sugli oggetti in ceramica.

Oltre alle numerose partecipazioni a rassegne nazionali e internazionali con il Gruppo Forma, si ricordano le retrospettive del 1983 alla Pinacoteca Comunale Loggetta Lombardesca di Ravenna, al PAC (Padiglione d’Arte Contemporanea) di Milano e all’ex Convento di San Carlo a Erice. Nel 1988 Accardi è invitata con una sala personale alla XXXII Biennale di Venezia. Nel 1994 il Castello di Rivoli le dedica un’ampia retrospettiva, e nello stesso anno partecipa alla rassegna “The Italian Metamorphosis 1943-1968” al Guggenheim Museum di New York. Fra le molte personali, s’inaugurano due grandi mostre antologiche a Parigi, Musée d’Art Moderne de la Ville de Paris (2002) e a Roma, MACRO (2004). Si ricordano anche le personale alla Galleria Sperone Westwater di New York nel 2005, al Centro Cultural Recoleta di Buenos Aires nel 2010 e al MEC Museo Emilio Caraffa di Cordoba nel 2010. Del 2011 è la personale dell’artista presso il Museo Carlo Bilotti in Villa Borghese, intitolata “Carla Accardi. Spazio Ritmo Colore”, a cura di Pier Paolo Pancotto.

Carla Accardi muore per un improvviso malore il 23 febbraio 2014.

Il suo rapporto con la Galleria Fumagalli inizia nel 1993 quando viene allestita una sua mostra personale curata da Giovanni Maria Accame, che firma anche il testo in catalogo. Prosegue nel 1995 con la produzione di un volume edito in occasione delle mostre al Kunstverein Ludwigshafen am Reim e V., alla Stadtische Galerie Wolfsburg e all’Istituto Italiano di Cultura di Wolfsburg. Nel 1999 viene pubblicata dalle Edizioni Charta, a cura di Germano Celant e con il sostegno della Galleria Fumagalli, la prima monografia ragionata sul lavoro di Carla Accardi che presenta la sua produzione artistica dagli esordi sino al 1997, dal 2000 anche in edizione inglese.