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Giorgio Griffa
Copia di IMG_0024

Giorgio Griffa nasce a Torino nel 1936, dove vive e lavora. È uno dei principali esponenti di quella tendenza, nata sul finire degli anni Sessanta, chiamata Pittura Analitica o Pittura Pittura. La sua è una pittura fatta di segni e di colore, è pensata e meditata, è disposta con gesti raffinati, che lasciano essenziali tracce sulla tela. Le opere di Giorgio Griffa sono tele senza telaio, sulle quali il colore diventa il tramite di un’azione, e la traccia l’effetto di un pensiero. Le opere vengono appese direttamente alle pareti, questo allontanamento dagli elementi classici della pittura suggerisce un’idea di transito, di scorrimento, di movimento, che attraversando la pittura e proseguendo nello spazio che la circonda le confida la qualità del finito, del non finito e dell’infinito.

Tra le varie manifestazioni in cui espone ricordiamo: “Prospekt” a Düsseldorf nel 1969 e nel 1973, “Processi di pensiero visualizzati” nel 1970 al Kunstmuseum di Lucerna, “Contemporanea” al Parcheggio di Villa Borghese a Roma nel 1973, l’esposizione curata nello stesso anno da Michel Claura a Parigi, Mönchengladbach e Anversa, dal titolo significativo “Une expositson de peinture réunissant certains peintres qui mettraient la peinture en question”. Oltre alla partecipazione a numerose rassegne nazionali e internazionali dedicate alla pittura aniconica, tra le sue più importanti esposizioni ricordiamo la Biennale di San Paolo nel 1977, la sala personale alla Biennale di Venezia nel 1980 e la partecipazione alla mostra Astratta, nel 1988, allestita a Palazzo Forti, a Verona. Nel 1991 nella Pinacoteca Comunale di Ravenna è allestita una sua ampia retrospettiva. Nel novembre 2001 e nel gennaio 2002 la GAM di Torino gli dedica due importanti mostre presentando nella prima opere dal 1968 al 1973 e nella seconda una serie di opere appartenenti al ciclo rosa e violetto. “Un’avventura internazionale” al Castello di Rivoli nel 1993, “Arte Italiana Ultimi quarant’anni” alla GAM di Bologna nel 1998, “Le soglie della pittura nella Rocca Paolina” a Perugia nel 1999, “Time & Place” al Moderna Museet Stockholm nel 2008. Nel 2004 espone alla Chiesa di Santa Maria de Armenis di Matera. Nel 2007 partecipa a una mostra collettiva al PAC (Padiglione d’Arte Contemporanea) di Milano. Tra le personali degli ultimi anni vanno ricordate: nel 2010 “Canone Aureo” al MACRO di Roma e nel 2012 “Fragments 1968-2012” presso la Casey Kaplan gallery di New York. Nel 2012 espone a Berlino alla Mies Van Der Rohe Aus, Giogio Griffa, Golden Ratoi.

Il suo rapporto con la Galleria Fumagalli inizia nel 1995 quando gli viene dedicata una esposizione personale e pubblicato un catalogo con testo di Giovanni Maria Accame. Sempre nel 1995 la Galleria Fumagalli cura l’edizione “Di segno in segno”, con testi dello stesso Griffa e di Martina Corgnati, in occasione della mostra al Palazzo Recanati-Arroni a Spoleto. Viene poi pubblicato il volume dedicato al lavoro di Giorgio Griffa dal 1968 al 1980. Il libro, con testi di Marco Meneguzzo e Luca Massimo Barbero, accompagna le esposizioni del 2005 all’Institute Mathildenhöe a Darmstadt, alla Kunsthalle di Aschaffengurg e al Museo della Permanente a Milano. Nel 2005 espone nella mostra “VISIONI, 20 artisti a Sant’Agostino”. Nel 2006 Giorgio Griffa espone nella Galleria la personale “Sezione Aurea a qualcos’altro”. Nella sede della Galleria Fumagalli di Milano espone nel 2012, “Giorgio Griffa, opere 1968-1978”.