<
<
Peter Wüthrich

Peter Wüthrich nasce a Berna nel 1962, dove vive e lavora. Sin dagli inizi degli anni ’90, la sua arte si è concentrata esclusivamente sull’oggetto “libro” maniacalmente preso come soggetto e unità costitutiva di ogni creazione. Il libro per Peter Wüthrich non ha solo una valenza estetica, bensì astratta (individuabile nella coloristica e razionale esaltazione della superficie monocromatica del libro), plastico/scultorea (quando l’artista attribuisce al libro una consistente presenza fisica, talvolta aerea) o Pop (quando il libro diventa oggetto di consumo). Ma l’artista vede i suoi libri soprattutto come personalità, esseri ben oltre i semplici oggetti fisici, esseri che contengono qualcosa che sono autorizzati a tenere per sé e immagini potenzialmente infinite. Nel 2010 a Los Angeles inizia il progetto fotografico “The Angels of the World”: una serie di fotografie realizzate in varie città del mondo e dedicate ai “protagonisti” dei libri, cioè coloro che li leggono e li raccontano, incoraggiando e influenzando altre persone. Qui i libri divengono mezzi per veicolare lo scambio di esperienze umane. L’artista giustappone la funzione primaria dei libri come portatori e trasmettitori di conoscenza e significato con immagini altamente poetiche in cui passanti accidentali diventano angeli con l’aiuto di libri come ali: con le sue connotazioni di conoscenza, immaginazione e creatività, il libro reca un particolare tipo di spirito nella mente delle persone.

Sue mostre personali si sono tenute in istituzioni di tutto il mondo, quali: La Chartreuse de la Lance, Concise (2017), Kunsthalle, Mannheim (2012), University Museum of Contemporary Art, Massachusetts (2007), Fondation pour l’art contemporain Salomon, Annecy (2006), OK Center for Contemporary Art, Linz (2005), Kunsthalle, Winterthur (2003), CGAC Centro Galego de Arte Contemporánea, Santiago de Compostela (2001), Rupertinum, Museum der Moderne, Salzburg e Kunsthalle und Kunstverein, Bremerhaven (2000), Kunstverein, Freiburg e Neue Galerie, Dachau (1999), Kunstverein, Friedrichshafen (1998), Skulpturenmuseum Glaskasten, Marl e Institut für moderne Kunst, Norimberga (1997), Suermondt-Ludwig Museum, Aquisgrana (1996).

Tra le collettive più importanti in istituzioni, si ricordano: MUSAC, León (2018), Museum Sinclair-Haus, Bad Homburg (2017), Städtisches Museeum, Jena (2016), Centre Georges Pompidou, Parigi (2013), MAC, Musée d’Art Contemporain, Marsiglia (2012), Künstlerforum, Bonn  (2011), Portland Museum, Portland (2009), Centre d’art contemporain, Vassivière (2008), Neues Museum, Norimberga (2007), FRAC Alsace, Sélestat (2006), CGAC Centro Galego de Arte Contemporánea, Santiago de Compostela (2004), MART, Rovereto (2002), Kunsthalle, Bremerhaven (2001), Westfälisches Landesmuseum, Münster (1998), PS1 New York (1997), Künstlerhaus Bethanien, Berlino (1995), Kunstmuseum, Thun (1992).

Il suo rapporto con la Galleria Fumagalli ha inizio nel 2004 con una mostra personale e la pubblicazione di un volume con testo di Bruno Corà, che documenta l’ultima serie di opere realizzate: le “Literary Towers”. Sia la mostra che la pubblicazione sono realizzati in collaborazione con la Galleria Christian Stein di Milano.