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Vito Acconci
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Vito Acconci nasce nel 1940 nel Bronx, New York, città in cui muore nel 2017. Studia letteratura all’Università dell’Iowa e inizia la carriera artistica come video poeta nei metà anni ’60 sotto il nome di Vito Hannibal Acconci. Inizia a sperimentare la Body Art e diventa uno dei maggiori rappresentanti dell’arte performativa con le prime indagini, spesso giudicate scandalose e poco ortodosse, del 1969. I suoi lavori fotografici, i video e le performance si concentrano sul proprio corpo come mezzo espressivo, sul rapporto tra sé e gli altri e sulla relazione con lo spazio architettonico. Dagli anni ’80 Vito Acconci si dedica anche alla realizzazione di sculture e installazioni permanenti diventando uno degli artefici della Public Art; nel 1988 nasce lo Studio Acconci che riunisce un gruppo di architetti e progettisti allo scopo di realizzare spazi pubblici urbani, case, giardini ed edifici, come la galleria e centro culturale Storefront a Manhattan (1993) e la Muri Island a Graz (2003). Durante la sua carriera ha insegnato in istituzioni prestigiose quali The Nova Scotia College of Art and Design, Halifax; California Institute of the Arts, Valencia; Cooper Union, New York; School of Art Institute, Chicago; Yale University, New Haven; Parsons School of Design, New York.

Mostre dedicate a Vito Acconci sono state ospitate nei principali musei e istituzioni internazionali, a partire dalla fine degli anni ’60. Tra le sue mostre personali: MoMA PS1, New York (2016), Museo d’Arte Contemporanea Castello di Rivoli, Torino (2010), Argos Center for Art & Media, Brussels (2009), Stedelijk Museum, Amsterdam (2006, 1978), Musée des Beaux-Art, Nantes e MACBA, Museu d’art contemporani, Barcelona (2004), Milwaukee Museum of Art (2002), Musée d’art moderne, Saint-Etienne (1994), Österreichisches Museum für Angewandte Kunst, Vienna (1993), Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci, Prato e Centre national d’art contemporain, Grenoble (1992), Museum of Modern Art, New York (1988), Museum of Contemporary Art, San Diego (1987), Whitney Museum of American Art, New York (1983), PAC, Milano e Kolnischer Kunstverein, Colonia (1981), Museum of Contemporary Art, Chicago (1980), Museum of Modern Art, San Francisco e Stedelijk Museum, Amsterdam (1978), Museum of Conceptual Art, San Francisco (1975).

Tra le collettive più importanti in istituzioni: Centro Pecci, Prato (2017), Belvedere, Vienna (2015), Le Tripostal, Lille (2011), Museum of Contemporary Art, Chicago (2010), Zentrum für Kunst und Medientechnologie, Karlsruhe e National Museum of Modern Art, Tokyo (2009), Museum of Contemporary Art, Sydney (2006, 2002), Kölnischer Kunstverein, Colonia (2005), Guggenheim Museum, New York (2004), Whitney Museum of American Art, New York (2001, 1992, 1989), The Museum of Contemporary Art, Los Angeles (1998, 1995), Centre Georges Pompidou, Parigi (1994, 1987), Milwaukee Museum of Art (1990), Stedelijk Museum, Amsterdam (1984), Kunsthalle Köln, Colonia (1974), Museum of Modern Art, New York (1971).

Tra le rassegne internazionali a cui ha partecipato: Biennale di Lione (2003, 1995), Biennale di Sydney (2002), Documenta VII, VI, V (1982, 1977, 1972), Biennale di Venezia (1978, 1976), Biennale di San Paolo (1975).

La Galleria Fumagalli gli dedica una personale nel 2011 dal titolo “Space of the Body – opere e video 1969/1986”. Nel 2013 la galleria collabora all’organizzazione della personale “CORPI IN AZIONE /CORPI IN VISIONE. Esperienze e indagini artistiche 1965/1980” presso il Museo Pecci di Milano.