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MAURIZIO NANNUCCI
“AND WHAT ABOUT THE TRUTH”
16 maggio 2006

La Triennale di Milano, Good N.E.W.S., 16 maggio / 20 agosto 2006
Neon-Installazione, Scalone d’Onore

In occasione della mostra “Good N.E.W.S.” è stato invitato Maurizio Nannucci a realizzare nello Scalone d’Onore della Triennale di Milano una grande installazione luminosa. La sua scritta “AND WHAT ABOUT THE TRUTH” (2006) in neon bianca (8 x 7 metri) è strutturata su cinque righe è posizionata verticalmente sulla la parete frontale dello scalone, luogo legato alle opere in neon di Lucio Fontana. Il messaggio “AND WHAT ABOUT THE TRUTH”, una frase di Nannucci (Antologia 1967 / 2006…), pone la domanda come strumento di cognizione. Concepito come site-specific work l’installazione interferisce con lo spazio, le sue dimensioni e la sua funzione, aprendo un dialogo sulla verità. Dove è nascosta e dove si trova la verità per l’arte, architettura e design? La domanda è chiara. La risposta è ancora da esplorare…

Sin dalla metà degli anni sessanta Maurizio Nannucci (1939, Firenze) è tra i protagonisti delle sperimentazioni artistiche internazionali elaborando un suo personale linguaggio legato al “crossing” tra arte, letteratura, poesia, musica e architettura. Conseguentemente tutto il lavoro di Nannucci è impostato sulla ricerca artistica della luce, dello spazio, del colore, del linguaggio, e sull’impiego di media diversi: suono, foto, video, computer, libri d’artista, edizioni & multipli. Una pratica interdisciplinare che negli anni ha dato vita ad un corpo di opere ricco e multiforme. Il suo approccio teorico, proteso verso la formulazione di un nuovo ordine estetico della contemporaneità, elabora e rende visibili concetti e pensieri, che rivelano una profonda riflessione sui rapporti tra cultura e società e sull’evoluzione dei modelli di percezione e di comunicazione.

Sono del 1967 i primi testi in neon, che apportano al suo lavoro una dimensione più varia di significati e una nuova percezione dell’interazione fra opera d’arte, spazio e fruitore. Nannucci si è anche sempre interessato al rapporto opera e paesaggio urbano creando i presupposti per una integrazione tra ambiente, linguaggio, colore e luce, che rimangono elementi centrali nel suo lavoro.

Su queste basi negli anni novanta nascono le collaborazioni e i progetti con architetti quali Renzo Piano, Massimiliano Fuksas, Mario Botta, Nicholas Grimshaw, Stephan Braunfels, Italo Rota. Esemplari, a questo proposito, i suoi recenti lavori: “Polifonia” (2002) per l’Auditorium, Roma; “Blauer Ring” (2003) nella Biblioteca del Parlamento tedesco, Berlino; “All art has been contemporary” (2005), Altes Museum, Museumsinsel Berlino.

Maurizio Nannucci è stato invitato più volte alla Biennale di Venezia, a Documenta di Kassel, alle Biennali di Sao Paulo, Sydney, Istanbul, Valencia, ed ha partecipato a oltre trecento mostre in musei e in gallerie di tutto il mondo, tra le quali recentemente: Lenbachhaus, München; Wiener Secession, Vienna; Fondation Beyeler, Basel; Peggy Guggenheim Collection, Venezia; Kiasma, Helsinki; Centre Pompidou, Parigi.

Nel 1968 fonda a Firenze le edizioni Exempla e promuove con un collettivo di artisti l’attività degli spazi non-profit, Zona (1975/1985), Zona Archives e Base / Progetti per l’arte (dal 1998).

L’opera per la Triennale è stata realizzata con la collaborazione di Tecnolux Italia, Desio e la courtesy della Galleria Fumagalli, Bergamo.