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Alla radice del non Illusorio
Inaugurazione:  Martedì, 22 Settembre 2015 ore: 19:00  -  fino a:  Martedì, 22 Dicembre 2015
La Galleria Cardi presenta una selezione di opere di Enrico Castellani in una mostra a cura di Annamaria Maggi.
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ENRICO CASTELLANI
ALLA RADICE DEL NON ILLUSORIO
A cura di Annamaria Maggi

22 Settembre | 22 Dicembre 2015
Galleria Cardi 
Corso di Porta Nuova 38, Milano

La mostra che la Galleria Cardi propone per il periodo settembre – dicembre 2015 è un importante personale di Enrico Castellani (Castelmassa, 1930). Con questa ennesima importante esposizione la Galleria Cardi di Milano vuole affermare il suo interesse per gli artisti storici, nazionali e internazionali.

Oggi considerato come uno dei più importanti pittori dei nostri tempi Enrico Castellani muove la sua poetica dall’idea di produrre oggetti pittorici dall’essenza indiscutibile, non interpretabile, l’opera è ciò che si vede. Egli agisce sulla tela sensibilizzando la superficie con dei rilievi (estroflessioni ed introflessioni) per renderla percettibile. La tela viene suddivisa da reticoli geometrici e mentali nel modo più impersonale possibile. Il suo lavoro si caratterizza per essere lucido, essenziale e avulso da ogni emotività. La mostra allestita nei due piani della galleria propone una quindicina di lavori della recente produzione dell’artista, anni ’80, ’90 e 2000, e alcuni lavori degli anni ’60.

Nato in provincia di Rovigo, Enrico Castellani studia arte, sculture e architettura in Belgio fino al 1956, anno in cui si laurea alla École Nationale Superieure. L’anno successivo torna in Italia, stabilendosi a Milano, dove diviene uno degli esponenti più attivo della nuova scena artistica. Dopo prime esperienze di carattere informale, ispirate all’action painting americana e riconoscendo questo tipo di arte come maturo per un superamento, elabora con la collaborazione alla rivista Azimuth da lui fondata insieme a Manzoni, un nuovo inizio, che propone l’azzeramento totale dell’esperienza artistica precedente. È nel 1959 che Castellani realizza la sua prima superficie a rilievo, dando vita a una poetica che sarà la sua cifra stilistica costante e rigorosa e definendo ciò che la critica ha chiamato “ripetizione differente”, considerata da molti critici di estrema purezza, dove la ripetizione accuratamente scelta dei pieni e dei vuoti data dalle ritmiche estroflessioni della tela costituisce un percorso sempre nuovo, anche se coerente e intenso. Da allora il suo procedere continua a svilupparsi nell’ambito dell’estroflessione, ma nella sua compatta e coerente produzione troviamo alcune opere che si discostano nettamente dalle superfici a rilievo, rivelando molto su temi cari a Castellani quali il tempo, il ritmo e lo spazio. Nel 1967 realizza “Ambiente bianco” per la mostra “Lo spazio dell’immagine”, a Palazzo Trinci, a Foligno; nel 1968, in occasione de “Il teatro delle mostre”, alla galleria La Tartaruga di Roma, viene presentato “Il muro del tempo”; nel 1969 realizza “Spartito” e nel 1970 “Obelisco”. Dal suo esordio sino a oggi si susseguono una serie d’importanti esposizioni in spazi pubblici e privati. Partecipa alla Biennale di Venezia nel 1964, nel 1966 (con una sala personale), nel 1984 e nel 2003. Nel 1965 partecipa alla collettiva “The Responsive Eye” al MOMA di New York e alla VIII Biennale di San Paulo in Brasile. Nel 1970 prende parte alla collettiva “Vitalità del negativo nell’arte italiana”, a cura di Achille Bonito Oliva, al Palazzo delle Esposizioni di Roma. Nel 1981 partecipa a “Identité Italien. L’art en Italie depuis 1959”, a cura di Germano Celant, al Centre Pompidou di Parigi. Nel 1983 è a Palazzo Reale di Milano per la mostra “Arte Programmata e cinetica 1953-63”; nel 1994 è invitato alla mostra “The Italian metamorhosis” al Salomon R. Guggenheim Museum di New York. Un’importante mostra antologica curata da Germano Celant è stata allestita alla Fondazione Prada di Milano nel 2001 e a Kettle’s Yard a Cambridge nel 2002. Nel 2005 al Museo Pushkin a Mosca, viene allestita una sua mostra curata da Bruno Corà. Il 13 ottobre 2010 Enrico Castellani riceve dal Principe Hitaki, Patrono Onorario della Japan Art Association, il Praemium Imperiale per la pittura, il più alto riconoscimento artistico a livello internazionale.

Annamaria Maggi