<
<
Cemento e Cemento disegnato (opere dal 1958 al 2008)
Inaugurazione:  Lunedì, 27 Aprile 2015 ore: 19:00  -  fino a:  Martedì, 15 Settembre 2015
La Galleria Cardi di Milano presenta una mostra a cura di Annamaria Maggi in collaborazione con l’Archivio Opera Giuseppe Uncini. Catalogo con saggio critico di Bruno Corà.
05-015-copia

GIUSEPPE UNCINI
CEMENTO E CEMENTO DISEGNATO (OPERE DAL 1958 AL 2008)
A cura di Annamaria Maggi

27 Aprile | 15 Settembre 2015
Galleria Cardi 
Corso di Porta Nuova 38, Milano

Nell’ambito della programmazione espositiva 2014/2015, e in coincidenza con Expo Milano 2015, la Galleria Cardi inaugura una mostra retrospettiva antologica del grande artista italiano Giuseppe Uncini. La mostra, inaugurata il 27 aprile 2015, nella sede milanese della Galleria Cardi, è a cura di Annamaria Maggi.

Il progetto espositivo si basa sull’idea di proporre al pubblico un excursus sintetico, ma completo della produzione dell’artista: dai primi Cementarmati agli ultimi Artifici, passando per i Ferrocementi, i Mattoni, le Ombre, le Dimore, i Muri d’ombra, gli Spazi di ferro, gli Spazicemento e le Architetture. Sarà facile comprendere come nel lavoro di Uncini è determinante e fondamentale l’idea del costruire. Non a caso gli elementi da lui usati sono il cemento e il ferro, materiali che gli permettono di elaborare “oggetti” che seguono il principio del costruire architettonico e in cui magistralmente si fondono la forma, il disegno, il progetto e lo spazio, cioè, pittura, scultura e architettura. Uncini osserva con attenzione le caratteristiche del costruire, soprattutto negli edifici a base di calcestruzzo e allo stesso modo realizza i suoi cementi lasciando però a vista le matrici costruttive: il cemento, il tondino di ferro, la rete metallica strutturale, nonché le impronte del legno sulla superficie dell’opera date della cassaforma di gettata. Interessante è notare quanto fu azzeccata l’intuizione critica di Emilio Villa che vide in Uncini un precursore di esperienze poveriste e minimaliste.

Dopo le recenti importanti esposizioni nei Musei Italiani ed esteri, l’ultima tenutasi nel 2011 al Centro Italiano Arte Contemporanea di Foligno, a cura di Bruno Corà e Italo Tomassoni e le importanti antologiche effettuate allo ZKM di Karlsruhe (2008), al MART di Rovereto (2008-2009) e alla Neue Galerie am Landesmuseum Johanneum di Graz (2009), ora il lavoro di Uncini riappare alla Galleria Cardi. Quest’importante esposizione propone 15 opere di grande formato e alcune opere su carta, e sarà accompagnata da un catalogo che contiene tutte le opere esposte e una selezione di altre immagini significative del percorso storico artistico dell’artista. Introduce il saggio critico di Bruno Corà.

Apre il percorso cronologico della mostra l’opera Cementarmato lamiera del 1958. Straordinario prezzo in cui è evidente e quasi completato il passaggio dalle Terre (opere ancora informali di Uncini in cui traspare con evidenza l’influenza del maestro Alberto Burri) ai primi Cementi. L’opera è di cemento, ferro e rete metallica, cioè i materiale del costruire, che caratterizzeranno tutta la sua produzione successiva. La radicalità del pensiero ha già preso piede, anche se il manufatto non ha ancora raggiunto la completezza tecnica e strutturale, esso infatti presenta ancora una spazialità parzialmente pittorica. Imponente è il Cementarmato parabolico del 1961, cemento e ferro, in cui si evidenzia una qualità strutturale e formale definita, autonoma e completamente risolta. Nelle due opere, Cementarmato T verticale – orizzontale, 1962, e Cementarmato H pieno – vuoto – pieno, 1962, cemento e ferro, il cemento lascia più spazio di azione alla capacità ritmica del tondino di ferro che è posto geometricamente a intervallare le campiture di cemento; cemento e ferro si accordano e si strutturano ritmicamente. Con la Parete concava del 1971, mattoni e cemento, entriamo nella serie dei Mattoni, opere che riproducono archi, colonne, porzioni di parete o grandi pareti di mattoni con la loro ombra. Con le opere Ombra di 2 quadrati M. 28 bianco, 1975 e Ombra di parallelepipedo, 1973, cemento e laminato di legno, la volumetrica presenza architettonica delle forme geometriche dialoga e si confronta con la propria ombra anch’essa costruita e resa volume. In mostra anche Dimore, 1983 e Dimore, 1986, legno e cemento, nelle opere di questa serie il cemento dà forma a un paesaggio architettonico; Uncini realizza edifici, porte, finestre, soglie con la loro ombra portata. In Spazi di ferro n. 61 e n. 76 (sculture), entrambe del 1990, è la scultura ad appropriarsi dell’idea del costruire, notevole è la capacità dell’artista di dotare le sue opere della potenza costruttivista. Con Architetture, n. 202, 2005 e Architetture, n.211, 2006, cemento e ferro, passiamo alle opere della produzione più recente. In particolare è da notare l’imponenza e la forza oggettuale architettonica dell’Architettura n. 202 di grandi dimensioni che sarà allestita al piano terra della galleria. Chiudono la mostra gli Artifici T 1 e T 2, rispettivamente del 2007 e del 2008, cemento ferro e terre. In questi lavori, in cui il cemento è sormontato da uno strato ordinato di terra, è evidente il riferimento alle Colline artificiali del 1972, ma in particolare alle Terre della fine degli anni ’50, una sorta di chiusura del cerchio; Uncini opera qui nell’ottica di riaffermare le sue radici, la radicalità e l’insuperabilità del suo pensiero.

Annamaria Maggi