<
<
Opere 1958 – 1980
Inaugurazione:  Martedì, 20 Gennaio 2015 ore: 19:00  -  fino a:  Sabato, 11 Aprile 2015
La Galleria Cardi presenta la mostra Kenneth Noland. Opere 1958 - 1980, a cura di Annamaria Maggi. Testo in catalogo a cura di Franco Fanelli.

KENNETH NOLAND
OPERE 1958 – 1980
A cura di Annamaria Maggi

20 Gennaio | 11 Aprile 2015
Galleria Cardi
Corso di Porta Nuova 38, Milano

In mostra, per la prima volta a Milano, alla Galleria Cardi, opere di Kenneth Noland, dal 1958 al 1980, delle serie: Target, Stripes, Shaped Canvas e Plaid. Tra i lavori esposti, il Target del 1958 dedicato all’ultima moglie Paige Rense (editore capo di Architectural Digest); alcuni Stripes di medie – grandi dimensioni degli anni ’60 primi ‘70, uno dei quali, Prairie, ha partecipato alla mostra del 1970 tenutasi alla Galleria Leo Castelli di New York; gli Shaped di varie dimensioni per lo più grandi con le forme classiche della produzione di Noland; due lavori verticali a forma di esagono irregolare del 1977, mentre Half day del 1976 ha una forma a ventaglio in cui i colori sono stesi a fasce monocrome verticali. In To stay del 1978 il colore dominante è il verde salvia con sottili linee di colore diverso che perimetrano la forma a nove lati. Call del 1973 appartiene alla serie Plaid, un grande rombo di colore base arancio, con linee verticali e orizzontali che s’intersecano al centro della tela. Tutti i lavori provengono dallo studio dell’artista.

Negli anni ‘50 Noland fu un Color Field painter, con le opere Targets o Circles, in cui compie una serie di studi sulle forme concentriche, tipo bersagli, che con una sapiente combinazione di colori catturano l’occhio quasi ipnoticamente dando l’impressione di muoversi. Nei lavori degli anni ‘60 viene definito un pittore minimalista. Egli infatti lascia i Target per proseguire con gli Chevron e gli Stripes, per lo più tele di grandi – grandissime dimensioni in cui il colore acrilico è steso direttamente sulla tela grezza, non preparata, accentuando così l’effetto d’immaterialità della pittura. Gli Stripes sono probabilmente le opere più care all’artista perché in esse raggiunge la più cruda semplicità.  Degli anni ‘70 sono le Shaped Canvases in cui adotta la stessa tecnica degli Stripes, ma giustapponendo bande di colore in contrasto fra di loro poste ai margini dello spazio della superficie lasciando così grandi porzioni di tela colorata monocroma al centro dell’opera. La forma della superficie pittorica diventa irregolare, l’opera non è più quadrata o rettangolare, in questo modo attende a un’estensione fisica e psicologica maggiore. I Plaids degli anni ’70 sono un’evoluzione degli Chevron in cui le linee che attraversano la tela sono sottili, regolari e si incontrano perpendicolarmente. Dagli anni ’80 in poi Noland, ritorna al formalismo dei primi lavori con gli Chevron. Segue un breve periodo in cui frammenta la tela in più pezzi, per poi concentrarsi nuovamente sugli Stripes ed i Circles. Come i più grandi vuole riaffermare le sue radici e il simbolismo di tali gesti, nonché l’audacia e l’insuperabilità del suo pensiero.

Annamaria Maggi