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Dennis Oppenheim
Copia di L1001167

Dennis Oppenheim nasce a Electric City, Washington, nel 1938 e muore a New York nel 2011. Frequenta il California College of Art and Crafts in Oakland e la Stanford University, successivamente si trasferisce a New York dove stringe contatti con gli ambienti artistici più avanzati. Dal 1967, anno in cui realizza il suo primo “Earthwork”, fino ai primi anni ’70 esegue una serie d’interventi sul paesaggio naturale senza alterarlo permanentemente, ma con un evidente carattere di transitorietà poiché i materiali utilizzati si degradano naturalmente. Unica traccia tangibile dell’operare artistico è costituita dalla documentazione fotografica e cinematografica. Nel corso degli anni ’70, dalla Land Art sposta il suo interesse alla Body Art, collaborando con Vito Acconci: famosa è l’opera “Reading position for Second Degree Burn” del 1970, per la quale si sdraia per diverse ore alla luce del sole, mettendo un libro aperto sul torace. Nel decennio successivo realizza enormi installazioni che rappresentano oggetti immaginari, distorti e macchine dotate di luci e di suoni. Tale interesse verso lo spazio tridimensionale e l’architettura perdura nel corso del tempo: realizza grandi installazioni per spazi pubblici, come la “Radiant Fountains” (2010) all’ingresso dell’aeroporto internazionale di Bush a Houston (Texas) con stringhe di luce a LED e sfere in acrilico. Piuttosto che agire su un oggetto, Dennis Oppenheim ha dichiarato il suo obiettivo in una conversazione con Bill Beckley: “Si opera sul funzionamento, non sulla cosa. Quando si opera sul funzionamento bisogna trovare un modo per separare se stessi dalle cose e operare in maniera intangibile”.

La prima mostra personale di Dennis Oppenheim si è tenuta nel 1968 alla John Gibson Gallery, New York. Da quel momento sono seguite numerose personali in istituzioni pubbliche e private di tutto il mondo: Art Institute of Chicago (2016), MAMCO, Ginevra (2015, 1996), Yorkshire Sculpture Park, West Bretton e Museo Pecci, Milano (2013), Palacio Almudi, Murcia (2012), Museo Fundacion Gabarron Foundation, New York e Musée d’Art Moderne et Contemporain, Saint-Etienne (2011), MARCA,  Catanzaro (2009), Neuberger Museum, New York (2006), Chiesa di San Paolo, Modena e Centro de Arte Reina Sofia, Madrid (2005), École Regionale des Beaux-Arts, Nantes (2004), Whitney Museum of American Art, New York (2003), Musée des Beaux-Arts, Arras e Irish Museum of Modern Art, Dublino (2001), University of Northern Iowa (2000), Kunsthalle Hamburg (1999), Museum of Contemporary Art, North Miami e Museo de Arte Carrillo Gil, Città del Messico (1998), Los Angeles County Museum of Art (1997), Rijksmusuem Kroller-Muller, Otterlo e Mannheimer Kunstverein, Mannheim (1996), Musée d’Art Moderne de Lille (1994), Museum of Fine Arts, Houston (1992), Institute for Contemporary Art, Long Island City (1991), Tel Aviv Museum e Museum of Modern Art, San Francisco (1984), Whitney Museum of American Art, New York e Seattle Art Museum, Seattle (1983), Vancouver Art Gallery e Rijksmuseum Kroller-Muller, Otterlo (1982), Musée d’Art et d’Histoire, Ginevra (1982, 1980), Musée d’Art Moderne de la Ville de Paris e The Israel Museum, Gerusalemme (1979), Musée d’art contemporain, Montréal (1978), Museum Boymans-van-Beuningen, Rotterdam (1976), Palais des Beaux-Arts, Bruxelles (1975), Stedelijk Museum, Amsterdam (1974), Museum of Conceptual Art, San Francisco (1973, 1972), Tate Gallery, Londra (1972).

Tra le collettive in istituzioni, si ricordano: Museum of Contemporary Art, Marsiglia (2017), Tate Modern, Londra e National Gallery of Art, Washington D.C. (2016), Lille Métropole Musée d’art moderne, Villeneuve d’Ascq (2015), Museum of Contemporary Art, Chicago (2014), Centre Georges Pompidou, Metz (2013), The Museum of Contemporary Art, Los Angeles (2012), Museum of Modern Art, New York (2011, 2007), Museo Nacional de Arte Reina Sofia, Madrid (2010), The National Museum of Modern Art, Tokyo (2009), Institute of Contemporary Art, Philadelphia (2008), Centre Georges Pompidou, Parigi (2006), Kunsthalle, Vienna (2005), The National Museum of Modern Art, Kyoto (2004), Kunsthalle, Dusseldorf, (2003), Musée d’art Contemporain, Bordeaux (2002), Metropolitan Museum of Art, New York (2001), Centre de Culture Contemporaine, Barcellona (2000).

Dennis Oppenheim ha anche partecipato a prestigiose rassegne internazionali quali: Biennale di Valencia (2003), Biennale di Venezia (1997, 1980), Biennale di Johannesburg (1997), Documenta, Kassel (1977, 1972).

Il rapporto con la Galleria Fumagalli ha inizio nel 2010 in occasione della prima mostra personale “Material Interchange. Opere 1968-1974”, con catalogo curato da Alberto Fiz. Viene successivamente organizzata una seconda personale nel 2013 presso il Museo Pecci di Milano, in collaborazione con Spazioborgogno.