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Paolo Ghilardi
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Paolo Ghilardi nasce a Bagnatica in provincia di Bergamo nel 1930. Frequenta l’Istituto Tecnico Industriale di Bergamo e segue le lezioni alla scuola serale di Achille Funi, allora direttore dell’Accademia Carrara. Partecipa alle manifestazioni lombarde di maggiore rilievo del dopoguerra: nel 1953 al Premio Dalmine e nel 1954 al Premio San Fedele a Milano. Insieme all’amico Alberto Zilocchi, alla metà degli anni ’60 partecipa agli incontri promossi dal Centro Internazionale di Studi d’Arte Costruttivista di Anversa-Bonn; ne deriva un interesse sempre più consapevole verso l’astrattismo e la ricerca spaziale e cromatica. Sviluppa le serie dei quadrati monocromi o in scala policroma, a piani multipli o in rotazione, recuperando e affinando l’esperienza della tradizione geometrica europea. Dalla metà degli anni ’70, la ricerca di Paolo Ghilardi sconfina oltre la superficie della tela, appropriandosi di interi ambienti che diventano parti dell’opera d’arte: lavora sulla trasparenza, sulla virtualità e, naturalmente, sulla percezione razionale delle cose nello spazio. Dal 1977 inizia la docenza di Teoria del colore e pittura all’Accademia Carrara di Bergamo e, proprio in questa città nel corso degli anni ’80 e ’90, si occupa del decoro urbano del centro storico realizzando notevoli recuperi. Gli ultimi anni sono dedicati alla pratica del papier coupé e del collage sotto plexiglas che Ghilardi sviluppa prevalentemente in opere di medio e piccolo formato. Si spegne nel 2014 a Bergamo.

Tra le sue più recenti esposizioni personali in istituzioni ricordiamo: ex Chiesa della Maddalena, Bergamo (2016), GAMeC, Bergamo (2007), Palazzo Municipale, Seriate (2006), Liceo Artistico Statale, Bergamo (2002). Partecipa anche a numerose collettive, tra cui: Palazzo della Ragione, Bergamo (2003, 2002), Musée d’Art Moderne, Strasburgo (2000), Palazzo della Permanente, Milano (1994), Museu de Arte Brasileira, San Paolo (1986), Palazzo dei Diamanti, Ferrara (1984), Palazzo Reale, Genova (1980), Museo de Arte Contemporàneo, Caracas e Centro Arte, Valencia (1976), Centro Internazionale d’Arte Costruttiva, Düsseldorf (1974).

Il suo rapporto con la Galleria Fumagalli inizia nel 1996 con la partecipazione alla mostra collettiva “Uscita di sicurezza”. Prosegue nel 1998 con la partecipazione a “Insieme oltre una linea d’ombra”, mostra collettiva a scopo benefico organizzata dalla Galleria Fumagalli, e si concretizza nel 1999 con l’allestimento di una mostra personale negli spazi della galleria, accompagnata da un catalogo con testi di Claudio Cerritelli e Annamaria Maggi.