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Paolo Ghilardi
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Paolo Ghilardi nasce a Bagnatica (BG) nel 1930. Frequenta l’Istituto Tecnico Industriale di Bergamo e trova impiego come disegnatore meccanico all’Innocenti e successivamente alla Dalmine. Contemporaneamente segue la scuola serale di Achille Funi, allora direttore dell’Accademia Carrara, e partecipa alle prime manifestazioni di rilievo: nel 1953 al Premio Dalmine e nel 1954 al Premio San Fedele a Milano. Lo spirito della modernità, intesa come esperienza concretista, è il fondamento delle scelte artistiche di Paolo Ghilardi. La sua ricerca si sviluppa da sempre all’interno della corrente astratto-geometrica, sostenuta e rinnovata da un significativo interesse per la ricerca spaziale e cromatica. Nelle sue opere recenti si sviluppa ulteriormente questa idea: strutture in ferro leggero, in plexiglass o vetro con interventi di colore si diffondono nello spazio saturandone alcune zone.

Tra le sue più recenti esposizioni ricordiamo la partecipazione alla mostra del 1999 “Abstraction en France et en Italie” al Museo d’Arte Contemporanea di Strasburgo. Nel 2002 ha presentato i suoi 20 anni di lavoro per i Colori del Centro Storico di Bergamo con una mostra sul colore nell’Aula Magna del Liceo Artistico Statale di Bergamo. Sempre nel 2002 partecipa alle collettive Arte a Bergamo 1960-1970, al Palazzo della Ragione a Bergamo e a “The italian – neue position der konkreten kunst”, alla Galerie des Cultur Forum di Erfurt. Nel 2003 prende parte alla mostra “Arte a Bergamo 1970-1980”, al Palazzo della Ragione a Bergamo. Negli ultimi anni le istituzioni artistiche bergamasche hanno omaggiato la sua ricerca con rassegne antologiche di rilievo come quelle del 2007 in Gamec e nella ex Chiesa di San Pietro a Stezzano e quella del 2010 a Bergamo Arte Fiera. Tra le ultime occasioni espositive allestite in spazi privati, non va dimenticata la mostra “Cromodinamiche” voluta da Massimo Colleoni nel novembre 2011 presso lo showroom Colleoni di via Borgo Palazzo.

Paolo Ghilardi muore il 18 ottobre 2014 a Bergamo.

Il suo rapporto con la Galleria Fumagalli inizia nel 1996 con la partecipazione alla mostra collettiva “Uscita di sicurezza”. Prosegue nel 1998 con la partecipazione a “Insieme oltre una linea d’ombra”, mostra collettiva a scopo benefico organizzata dalla Galleria Fumagalli, e si concretizza nel 1999 con l’allestimento di una mostra personale negli spazi della galleria, accompagnata da un catalogo con testi di Claudio Cerritelli e Annamaria Maggi.