Vito Acconci

By 14 Febbraio 2016 Artisti

VITO ACCONCI

VITO ACCONCI

Biografia

Dalla fine degli anni Sessanta Vito Acconci (New York 1940 – 2017), appartenente a una generazione di artisti nata sulla scia del Minimalismo, lavora in risposta all’arte “dei suoi padri” per soddisfare un bisogno di superamento con nuovi approcci e risultati. Dopo gli studi in letteratura alla University of Iowa (1962-64) e l’esperienza con la rivista indipendente “0 to 9” da lui co-fondata nel 1967, inizia una ricerca di espansione della scrittura concentrandosi sul proprio corpo come mezzo espressivo, sul rapporto tra sé e gli altri e sulla relazione con lo spazio architettonico. Opere di questo periodo sono interventi su strada che l’artista documenta con testi scritti a mano, fotografie, registrazioni sonore e video. Il lavoro di Vito Acconci continua a evolvere nel corso degli anni Settanta, definendosi come quello di un architetto non convenzionale coinvolto nella progettazione di strutture con un’ampia diversità di materiali. Nel 1988 fonda Acconci Studio, studio d’architettura coinvolto nella progettazione e realizzazione di opere pubbliche, edifici, giardini – alcuni mai compiuti – come la galleria e il centro culturale Storefront a Manhattan (1993) e la Muri Island a Graz (2003).

Vito Acconci insegna in numerose istituzioni tra le quali Nova Scotia College of Art & Design, Halifax in Canada; California Institute of the Arts, Valencia US; Cooper Union, New York; School of Art Institute, Chicago; Yale University, New Haven; Parsons School of Design, New York. Nel 2016, un anno prima della sua morte, Vito Acconci assieme alla moglie Maria concepisce per il MoMA PS1 la retrospettiva dedicata ai suoi primi lavori su video dal 1968 al 1976 “Where We Are Now (Who Are We Anyway?)”. Importanti mostre personali in istituzioni internazionali hanno preceduto quest’ultima: Museo d’Arte Contemporanea Castello di Rivoli, Torino (2010), Argos Center for Art & Media, Brussels (2009), Stedelijk Museum, Amsterdam (2005), Musée des Beaux-Art, Nantes e MACBA, Barcelona (2004), Milwaukee Museum of Art (2002), Musée d’art moderne, Saint-Etienne (1994), Centro Pecci, Prato e Centre national d’art contemporain, Grenoble (1992), Museum of Modern Art, New York (1988), Whitney Museum of American Art, New York (1983), Museum of Contemporary Art, Chicago (1980), Stedelijk Museum, Amsterdam (1978).

Il lavoro di Vito Acconci è riconosciuto in tutto il mondo come dimostrano l’International Sculpture Center’s Lifetime Achievement Award (1997), due New York City Art Commission Awards for Excellence in Design (1999 e 2004), e le numerose partecipazioni in mostre collettive tra le quali più recenti: FRAC Bourgogne, Dijon, Museum of Contemporary Art, Chicago e Brooklyn Museum, New York (2018), Walker Art Center, Minneapolis (2017), Belvedere, Vienna (2015), Le Tripostal, Lille (2011), Museum of Contemporary Art, Chicago (2010), National Museum of Modern Art, Tokyo (2009), Museum of Contemporary Art, Sydney (2006, 2002), Guggenheim Museum, New York (2004), Whitney Museum of American Art, New York (2001). Tra le rassegne internazionali alle quali ha partecipato: Biennale di Lione (2003, 1995), Biennale di Sydney (2002), Documenta VII, VI, V (1982, 1977, 1972), Biennale di Venezia (1978, 1976), Biennale di San Paolo (1975). Nel 2011 Galleria Fumagalli dedica all’artista la personale dal titolo “Space of the Body – opere e video 1969/1986”, e nel 2013 collabora all’organizzazione della collettiva “CORPI IN AZIONE/CORPI IN VISIONE. Esperienze e indagini artistiche 1965/1980” presso il Museo Pecci di Milano.

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Biografia

Dalla fine degli anni Sessanta Vito Acconci (New York 1940 – 2017), appartenente a una generazione di artisti nata sulla scia del Minimalismo, lavora in risposta all’arte “dei suoi padri” per soddisfare un bisogno di superamento con nuovi approcci e risultati. Dopo gli studi in letteratura alla University of Iowa (1962-64) e l’esperienza con la rivista indipendente “0 to 9” da lui co-fondata nel 1967, inizia una ricerca di espansione della scrittura concentrandosi sul proprio corpo come mezzo espressivo, sul rapporto tra sé e gli altri e sulla relazione con lo spazio architettonico. Opere di questo periodo sono interventi su strada che l’artista documenta con testi scritti a mano, fotografie, registrazioni sonore e video. Il lavoro di Vito Acconci continua a evolvere nel corso degli anni Settanta, definendosi come quello di un architetto non convenzionale coinvolto nella progettazione di strutture con un’ampia diversità di materiali. Nel 1988 fonda Acconci Studio, studio d’architettura coinvolto nella progettazione e realizzazione di opere pubbliche, edifici, giardini – alcuni mai compiuti – come la galleria e il centro culturale Storefront a Manhattan (1993) e la Muri Island a Graz (2003).

Vito Acconci insegna in numerose istituzioni tra le quali Nova Scotia College of Art & Design, Halifax in Canada; California Institute of the Arts, Valencia US; Cooper Union, New York; School of Art Institute, Chicago; Yale University, New Haven; Parsons School of Design, New York. Nel 2016, un anno prima della sua morte, Vito Acconci assieme alla moglie Maria concepisce per il MoMA PS1 la retrospettiva dedicata ai suoi primi lavori su video dal 1968 al 1976 “Where We Are Now (Who Are We Anyway?)”. Importanti mostre personali in istituzioni internazionali hanno preceduto quest’ultima: Museo d’Arte Contemporanea Castello di Rivoli, Torino (2010), Argos Center for Art & Media, Brussels (2009), Stedelijk Museum, Amsterdam (2005), Musée des Beaux-Art, Nantes e MACBA, Barcelona (2004), Milwaukee Museum of Art (2002), Musée d’art moderne, Saint-Etienne (1994), Centro Pecci, Prato e Centre national d’art contemporain, Grenoble (1992), Museum of Modern Art, New York (1988), Whitney Museum of American Art, New York (1983), Museum of Contemporary Art, Chicago (1980), Stedelijk Museum, Amsterdam (1978).

Il lavoro di Vito Acconci è riconosciuto in tutto il mondo come dimostrano l’International Sculpture Center’s Lifetime Achievement Award (1997), due New York City Art Commission Awards for Excellence in Design (1999 e 2004), e le numerose partecipazioni in mostre collettive tra le quali più recenti: FRAC Bourgogne, Dijon, Museum of Contemporary Art, Chicago e Brooklyn Museum, New York (2018), Walker Art Center, Minneapolis (2017), Belvedere, Vienna (2015), Le Tripostal, Lille (2011), Museum of Contemporary Art, Chicago (2010), National Museum of Modern Art, Tokyo (2009), Museum of Contemporary Art, Sydney (2006, 2002), Guggenheim Museum, New York (2004), Whitney Museum of American Art, New York (2001). Tra le rassegne internazionali alle quali ha partecipato: Biennale di Lione (2003, 1995), Biennale di Sydney (2002), Documenta VII, VI, V (1982, 1977, 1972), Biennale di Venezia (1978, 1976), Biennale di San Paolo (1975). Nel 2011 Galleria Fumagalli dedica all’artista la personale dal titolo “Space of the Body – opere e video 1969/1986”, e nel 2013 collabora all’organizzazione della collettiva “CORPI IN AZIONE/CORPI IN VISIONE. Esperienze e indagini artistiche 1965/1980” presso il Museo Pecci di Milano.

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Opere

Vito Acconci, Following piece, 1969. Stampa alla gelatina ai sali d'argento, testo dattiloscritto su carta, gessetto su cartoncino, 46,5x227 cm
Vito Acconci, Following piece, 1969
Stampa alla gelatina ai sali d’argento, testo dattiloscritto su carta, gessetto su cartoncino, 46,5×227 cm
Vito Acconci, Performance test,1969. Stampa alla gelatina ai sali d'argento, testo a mano su carta, gessetto su cartoncino, 53,5x84 cm
Vito Acconci, Performance test, 1969
Stampa alla gelatina ai sali d’argento, testo a mano su carta, gessetto su cartoncino, 53,5×84 cm
Vito Acconci, Reaching Piece, 1969. Stampa alla gelatina ai sali d'argento, testo a mano su carta, gessetto su cartoncino, 30,5x41 cm
Vito Acconci, Reaching Piece, 1969
Stampa alla gelatina ai sali d’argento, testo a mano su carta, gessetto su cartoncino, 30,5×41 cm
Vito Acconci, 35 Approaches, 1970. Stampa alla gelatina ai sali d'argento, testo a mano su carta, gessetto su cartoncino, 79x69 cm
Vito Acconci, 35 Approaches, 1970
Stampa alla gelatina ai sali d’argento, testo a mano su carta, gessetto su cartoncino, 79×69 cm
Vito Acconci, Connecting Medium, 1971. Stampa alla gelatina ai sali d'argento, testo a mano su carta, gessetto su cartoncino, 76,3x101,5 cm
Vito Acconci, Connecting Medium, 1971
Stampa alla gelatina ai sali d’argento, testo a mano su carta, gessetto su cartoncino, 76,3×101,5 cm
Vito Acconci, VD Lives | TV Must Die, 1978. Inchiostro, grafite e nastro su carta pergamena, 81x116 cm
Vito Acconci, VD Lives | TV Must Die, 1978
Inchiostro, grafite e nastro su carta pergamena, 81×116 cm
Vito Acconci, War Memorial, 1986. Pastello su carta, 84x109 cm
Vito Acconci, War Memorial, 1986
Pastello su carta, 84×109 cm

Opere

Press

artribune.com

28 aprile 2017
“Addio a Vito Acconci, pioniere contemporaneo”

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nytimes.com

2 giugno 2016
“Vito Acconci, an Artist as Influential as He Is Eccentric”

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artribune.com

14 febbraio 2014
“Lo studio visit di un genio. Incontro con Vito Hannibal Acconci”

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Press

artribune.com

28 aprile 2017
“Addio a Vito Acconci, pioniere contemporaneo”

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nytimes.com

2 giugno 2016
“Vito Acconci, an Artist as Influential as He Is Eccentric”

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artribune.com

14 febbraio 2014
“Lo studio visit di un genio. Incontro con Vito Hannibal Acconci”

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Mostre

MOSTRE PERSONALI

VITO ACCONCI
Space of the Body – Opere 1969-1986

Inaugurazione 12 febbraio 2011
Dal 15 febbraio al 30 aprile 2011

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MOSTRE COLLETTIVE

Switch On 3

Inaugurazione 23 febbraio 2017
Dal 24 febbraio al 1 aprile 2017

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Corpi in azione / Corpi in visione
Esperienze e indagini artistiche 1965/1980

Inaugurazione 18 aprile 2013
Dal 19 aprile al 15 giugno 2013

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Mostre

MOSTRE PERSONALI

VITO ACCONCI
Space of the Body – Opere 1969-1986

Inaugurazione 12 febbraio 2011
Dal 15 febbraio al 30 aprile 2011

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MOSTRE COLLETTIVE

Switch On 3

Inaugurazione 23 febbraio 2017
Dal 24 febbraio al 1 aprile 2017

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Corpi in azione / Corpi in visione
Esperienze e indagini artistiche 1965/1980

Inaugurazione 18 aprile 2013
Dal 19 aprile al 15 giugno 2013

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