STEFANO SCHEDA
NUDO, MANI IN ALTO! NAKED, HANDS UP!
Dal 17 gennaio al 19 giugno 2020
STEFANO SCHEDA
NUDO, MANI IN ALTO! NAKED, HANDS UP!
Dal 17 gennaio al 19 giugno 2020

Testo
La mostra sarà accompagnata da una pubblicazione con testi di diversi autori, tra i quali Angela Madesani (storica dell’arte e curatrice), Matteo Bonazzi (filosofo e psicoanalista), Annamaria Maggi e Cristiano Seganfreddo.
Ai visitatori sarà proposto un questionario ideato da Matteo Bonazzi per un’indagine sociologica sui temi trattati in mostra.
Galleria Fumagalli presenta la prima mostra personale in galleria di Stefano Scheda (Faenza, 1957). “Nudo, mani in alto! Naked, hands up!” è un invito a riflettere sul concetto di nudità tra storia dell’arte e social network. Opere di nuova produzione assieme a lavori storici sono presentati in un percorso installativo in ricercata penombra. La sera dell’inaugurazione si terrà l’azione performativa dal titolo INERTE/INERME. «Perché nessuno si scandalizza di fronte ai Bronzi di Riace, perché nessuno urla all’orrore di fronte al David di Michelangelo o ai nudi maschili dell’arte neoclassica mentre Same same but different, l’opera di Stefano Scheda con due uomini nudi che si salutano uscendo dall’acqua, crea tanto scompiglio in chi la vede? Perché è oscurata dai social? Perché dà vita a pubbliche proteste?». Queste le domande che hanno sollecitato l’invito a Stefano Scheda a presentare un progetto espositivo per gli spazi della Galleria Fumagalli e che introducono il testo di Angela Madesani – raccolto insieme ad altri contributi in una pubblicazione in corso di realizzazione. Il lavoro di Stefano Scheda è spesso caratterizzato dall’uso del nudo, inteso non in chiave erotica o voyeuristica ma nelle sue implicazioni sociali.
Il titolo della mostra “Nudo, mani in alto! Naked, hands up!” fa quindi volutamente riferimento a un corpo esposto alle sue fragilità e alle complessità della vita, un corpo che non è protetto neanche da un abito che lo sostenga. «Siamo tutti nudi nella fragilità fisica e spirituale, senza la certezza di una fratellanza» – precisa Stefano Scheda. La nudità si osserva, infatti, nel primo incontro con l’opera ma non si esaurisce nella sua esposizione, costituendo solo il primo livello di messa in scena della condizione umana. Chi osserva è invitato a interrogarsi e a testare la propria soglia di tolleranza di fronte alla visione di una nudità che, colta dallo sguardo ironico dell’artista, restituisce un’immagine sublimata e archetipica del corpo. In mostra il video Meteo (2004), presentato per la prima volta allo ZKM Center for Art and Media di Karlsruhe nel 2006: corpi nudi di uomini e donne, non completamente a fuoco, appaiono fermi su un bagnasciuga con degli specchi rotondi all’altezza del ventre. Due fattori di disturbo, la luce del sole riflessa dal vetro e il suono di mitragliatrici proveniente da una capsula spaziale, agiscono sulla scena creando un effetto irritante e di estraniamento. Se in quest’opera la nudità è evocatrice del limite umano di fronte alla grandezza degli eventi storici e naturali, nel dittico fotografico Same same but different (2018) è colta nella sua purezza e innocenza, immortalando i corpi là dove il mare incontra la terra. Fuori e dentro questo limite, l’acqua simboleggia per l’artista la speranza di una rinascita, come evoca anche il titolo della scultura Terramare (2015), realizzata con uno pneumatico e una camera d’aria. La precarietà dell’esistenza è espressa ugualmente dall’immagine fotografica ritratta in Figura 1 (1996), un corpo nudo che pare abbandonarsi alla vita: “mani in alto”.
Stefano Scheda nasce a Faenza nel 1957 e vive a Bologna, dove insegna “Strategia dell’Invenzione” all’Accademia di Belle Arti. La sua ricerca è rivolta a catturare i cortocircuiti della realtà senza alterarne la fisionomia oggettiva anzi esponendone lo scarto, l’altrove. L’ambiguità tra reale e illusorio si manifesta nelle immagini che realizza, spesso evocatrici di un senso di estraniamento in chi osserva, come nel caso delle serie fotografiche che ritraggono edifici fagocitati dalla vegetazione o inglobanti il paesaggio in porte e finestre specchianti. Lo specchio come superficie riflettente e l’acqua, il mare, come archetipo della soglia tra la vita e la morte sono elementi ricorrenti nella ricerca sulle relazioni tra il corpo, l’architettura e il paesaggio. Queste interazioni, che l’artista cattura in immagine, rivelano modi di speculazione sulla percezione della realtà e rendono visibile il suo processo dialettico. Anche la presenza del corpo umano nudo, scevra da connotazioni erotiche, coglie la corporeità come elemento spaziale integrato, come un’“immagine nell’immagine”, allo stesso modo degli specchi che riflettono ciò che sta davanti. Stefano Scheda è ideatore di “Marradi Campana Infesta”. La manifestazione artistica giunge nel 2020 alla sua settima edizione. Gli abitanti di Marradi si confrontano con gli allievi dell’Accademia di Belle Arti di Bologna, artisti e intellettuali su temi sempre diversi, conservando un rapporto elettivo col poeta marradese Dino Campana.
Testo
La mostra sarà accompagnata da una pubblicazione con testi di diversi autori, tra i quali Angela Madesani (storica dell’arte e curatrice), Matteo Bonazzi (filosofo e piscoanalista), Annamaria Maggi e Cristiano Seganfreddo.
Ai visitatori sarà proposto un questionario ideato da Matteo Bonazzi per un’indagine sociologica sui temi trattati in mostra.
Galleria Fumagalli presenta la prima mostra personale in galleria di Stefano Scheda (Faenza, 1957). “Nudo, mani in alto! Naked, hands up!” è un invito a riflettere sul concetto di nudità tra storia dell’arte e social network. Opere di nuova produzione assieme a lavori storici sono presentati in un percorso installativo in ricercata penombra. La sera dell’inaugurazione si terrà l’azione performativa dal titolo INERTE/INERME. «Perché nessuno si scandalizza di fronte ai Bronzi di Riace, perché nessuno urla all’orrore di fronte al David di Michelangelo o ai nudi maschili dell’arte neoclassica mentre Same same but different, l’opera di Stefano Scheda con due uomini nudi che si salutano uscendo dall’acqua, crea tanto scompiglio in chi la vede? Perché è oscurata dai social? Perché dà vita a pubbliche proteste?». Queste le domande che hanno sollecitato l’invito a Stefano Scheda a presentare un progetto espositivo per gli spazi della Galleria Fumagalli e che introducono il testo di Angela Madesani – raccolto insieme ad altri contributi in una pubblicazione in corso di realizzazione. Il lavoro di Stefano Scheda è spesso caratterizzato dall’uso del nudo, inteso non in chiave erotica o voyeuristica ma nelle sue implicazioni sociali.
Il titolo della mostra “Nudo, mani in alto! Naked, hands up!” fa quindi volutamente riferimento a un corpo esposto alle sue fragilità e alle complessità della vita, un corpo che non è protetto neanche da un abito che lo sostenga. «Siamo tutti nudi nella fragilità fisica e spirituale, senza la certezza di una fratellanza» – precisa Stefano Scheda. La nudità si osserva, infatti, nel primo incontro con l’opera ma non si esaurisce nella sua esposizione, costituendo solo il primo livello di messa in scena della condizione umana. Chi osserva è invitato a interrogarsi e a testare la propria soglia di tolleranza di fronte alla visione di una nudità che, colta dallo sguardo ironico dell’artista, restituisce un’immagine sublimata e archetipica del corpo. In mostra il video Meteo (2004), presentato per la prima volta allo ZKM Center for Art and Media di Karlsruhe nel 2006: corpi nudi di uomini e donne, non completamente a fuoco, appaiono fermi su un bagnasciuga con degli specchi rotondi all’altezza del ventre. Due fattori di disturbo, la luce del sole riflessa dal vetro e il suono di mitragliatrici proveniente da una capsula spaziale, agiscono sulla scena creando un effetto irritante e di estraniamento. Se in quest’opera la nudità è evocatrice del limite umano di fronte alla grandezza degli eventi storici e naturali, nel dittico fotografico Same same but different (2018) è colta nella sua purezza e innocenza, immortalando i corpi là dove il mare incontra la terra. Fuori e dentro questo limite, l’acqua simboleggia per l’artista la speranza di una rinascita, come evoca anche il titolo della scultura Terramare (2015), realizzata con uno pneumatico e una camera d’aria. La precarietà dell’esistenza è espressa ugualmente dall’immagine fotografica ritratta in Figura 1 (1996), un corpo nudo che pare abbandonarsi alla vita: “mani in alto”.
Stefano Scheda nasce a Faenza nel 1957 e vive a Bologna, dove insegna “Strategia dell’Invenzione” all’Accademia di Belle Arti. La sua ricerca è rivolta a catturare i cortocircuiti della realtà senza alterarne la fisionomia oggettiva anzi esponendone lo scarto, l’altrove. L’ambiguità tra reale e illusorio si manifesta nelle immagini che realizza, spesso evocatrici di un senso di estraniamento in chi osserva, come nel caso delle serie fotografiche che ritraggono edifici fagocitati dalla vegetazione o inglobanti il paesaggio in porte e finestre specchianti. Lo specchio come superficie riflettente e l’acqua, il mare, come archetipo della soglia tra la vita e la morte sono elementi ricorrenti nella ricerca sulle relazioni tra il corpo, l’architettura e il paesaggio. Queste interazioni, che l’artista cattura in immagine, rivelano modi di speculazione sulla percezione della realtà e rendono visibile il suo processo dialettico. Anche la presenza del corpo umano nudo, scevra da connotazioni erotiche, coglie la corporeità come elemento spaziale integrato, come un’“immagine nell’immagine”, allo stesso modo degli specchi che riflettono ciò che sta davanti. Stefano Scheda è ideatore di “Marradi Campana Infesta”. La manifestazione artistica giunge nel 2020 alla sua settima edizione. Gli abitanti di Marradi si confrontano con gli allievi dell’Accademia di Belle Arti di Bologna, artisti e intellettuali su temi sempre diversi, conservando un rapporto elettivo col poeta marradese Dino Campana.
Vedute
Vedute
Video
Video
Press
espoarte.net
25 marzo 2020
“Stefano Scheda: mettere a nudo la misura della tolleranza”
artslife.com
19 gennaio 2020
“Nudo, mani in alto! Tra realtà, social e vulnerabilità.
Stefano Scheda a Milano”
la Repubblica | ed. Milano
16 gennaio 2020
“Le riflessioni sul nudo di Stefano Scheda”
Press
espoarte.net
25 marzo 2020
“Stefano Scheda: mettere a nudo la misura della tolleranza”
artslife.com
19 gennaio 2020
“Nudo, mani in alto! Tra realtà, social e vulnerabilità.
Stefano Scheda a Milano”
la Repubblica | ed. Milano
16 gennaio 2020
“Le riflessioni sul nudo di Stefano Scheda”


Find banking methods that will give you an easy time, and
always check for bonuses before you register or make
deposits. Use this as a guide to pinpoint the fastest payout online casino Australia and check
out our reviews before registering and making deposits.
All gambling platforms, including your favourite fast withdrawal
casino, have restrictions on how punters can deposit and withdraw money on their sites.
The online casinos listed on this page are not licensed or regulated in Australia.
Many players still don’t believe in online casino Australia with no deposit bonus is worth it due to strict wagering requirements.
You can find several online casinos with no deposit bonus
via a quick search, but unlike others, we focus on the important
aspects of a casino bonus. We at Casinority prioritize the safety of our Aussie players so that we collect only legal Australian online casinos.
These are the pros and cons of playing games in online casinos
in Australia. All the fun in gambling at casinos online comes from playing
the games for money rewards. With that said, enjoy the incredible list of the top 10 online casinos for
Australian players created just for you by Casinority experts.
Upon registration at Snatch Casino, first-time players are welcomed
with a straightforward process to activate their 50 free spins.
Although our list consists of the top offers, it is for you to pick the
best no deposit casino in Australia for yourself based
on which offer you find most enticing. We have ranked the best no deposit casinos
for you in the table below. All that is left is
for you to pick whichever Aussie casino no deposit bonus you prefer and get into the action. In addition to bonus offers, we
also recommend taking a look at no deposit bonus
codes for Australians. We’ve gathered a list of pros and cons of no deposit offered
by by virtual casinos.
Market regulation could lead to an increase tax revenues from gambling.
The Aquis Great Barrier Reef undoubtedly become the number one resort and casino in Australia.
However, we thought we should mention it since it will be
the largest, most thrilling land-based casino in Australia.
Hold your horses; this casino has not yet come to life.
References:
https://blackcoin.co/nine-casino-premium-gaming-destination-for-australia/
paypal casino android
References:
http://www.ophot.net
online betting with paypal winnersbet
References:
workmall.uz