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Umberto Cavenago
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Umberto Cavenago nasce a Milano nel 1959, dove vive e lavora. Il contatto con la materia deriva per Cavenago dagli strumenti della carpenteria meccanica. Le sue opere sono il frutto di una lavorazione operaia specializzata. La tecnica è lo strumento per la trasformazione dei materiali in opere. La tecnica, che segue a un’attenta e capace progettazione, è espressione di sé nel risultato finale tanto quanto l’aspetto estetico. Entra in gioco spesso la sollecitazione sensoriale che stimola, talvolta anche in modo violento, la reazione dello spettatore quasi come necessità di riattivare una comunicazione ormai sterile. Gli interventi di Umberto Cavenago riguardano anche alcuni aspetti dell’arredo cittadino o del costruito, andando utopicamente e ironicamente a voler correggere, modificare o spostare parti del paesaggio urbano, di norma immobili.

Tra le sue più importanti esposizioni segnaliamo la partecipazione alla mostra “Da zero all’infinito”, nel Castello di Volpaia a Radda in Chianti (SI) nel 1988 e alla Biennale di Venezia nel 1990. Sempre nel 1990 è invitato alla mostra “L’altra scultura” all’Institut Mathildenhöe di Darmstadt. Nel 1996 una sua mostra è ospitata alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma e partecipa con una sala personale alla Biennale d’Arte di San Paolo in Brasile. Nel 1998 è invitato alla mostra “Due o tre cose che so di loro”, a cura di Marco Meneguzzo al PAC di Milano e nel 2000 è tra i partecipanti al Premio Lissone. Nel 2003 una sua personale è ospitata alla Torre di Orlando, a Castiglione della Valle (Perugina) e prende parte alla mostra “Viaggiatori sulla Flaminia”, al Palazzo Collicola di Spoleto. Del 2007 è la mostra personale dell’artista alla Fioretto Arte di Padova dal titolo “L’alcova d’acciaio”.

Il suo rapporto con la Galleria Fumagalli ha inizio nel 2002, nel 2003 allestisce la mostra “Cavenago-Milano est 10 minuti”, presentando un unico grande lavoro site-specific al piano terra: Superfetazione a Camme II e invadendo letteralmente il piano inferiore della galleria con un Parassita funzionale che ne percorreva l’intero soffitto e dei tronchetti di rovere dotati di un Fremito Creativo disposti a terra. È stato pubblicato nel 2006 il volume sul lavoro di Umberto Cavenago che documenta il suo percorso artistico dagli esordi sino alle opere più recenti.