OMAGGIO A JANNIS KOUNELLIS

By 20 Novembre 2022 mostre-future

OMAGGIO A JANNIS KOUNELLIS

Opera e proiezione del video della pièce teatrale "Io" di Etel Adnan per la regia di Theodoros Terzopoulos tenutasi alla Scatola Magica del Piccolo Teatro Strehler di Milano.
14 - 22 dicembre 2022

OMAGGIO A JANNIS KOUNELLIS

Opera e proiezione del video della pièce teatrale "Io" di Etel Adnan per la regia di Theodoros Terzopoulos tenutasi alla Scatola Magica del Piccolo Teatro Strehler di Milano.
14 - 22 dicembre 2022

Testo

La Galleria Fumagalli omaggia il maestro dell’arte contemporanea Jannis Kounellis proponendo il video della pièce teatrale Io di Etel Adnan tenutasi presso il Piccolo Teatro Strehler di Milano il 23-24-25 maggio 2022, in occasione della quale era stata allestita un’iconica opera dell’artista su desiderio del regista Theodoros Terzopoulos, suo grande amico.
«Io è una performance presentata in un piccolo spazio di grande energia – la Scatola Magica; uno spazio che assomiglia a una cappella per la preghiera e l’autoconcentrazione», così spiega Theodoros Terzopoulos.
Dedicato alla memoria di Jannis Kounellis, lo spettacolo si offre come una candela della memoria che, accesa, illumina il dolore dell’essere umano e le persecuzioni che lo affliggono, donando allo spettatore un’esperienza profondamente intima e commovente. Il monologo racconta il muto dolore dell’emigrazione, della fuga e del senso di sradicamento di una donna che è allo stesso tempo creatura contemporanea e personaggio della mitologia – perseguitato e punito da Era a causa della gelosia nei confronti di Zeus. La sofferenza è un demone che tormenta la protagonista dall’interno, come un nemico invisibile e invincibile, un mostro al quale ognuno potrebbe dare le sembianze di un personale disagio.

Io accetta pian piano il trauma, cambia, muta sembianze e, in questa accettazione, riesce a conferire profondità e senso alla vita. Il finale liberatorio e catartico incontra così la poetica di Jannis Kounellis che, come la tragedia greca, pare offrirci una possibile via per sublimare le ansie e le sofferenze individuali.
Non a caso, l’opera di Jannis Kounellis selezionata (il dittico “Senza titolo” del 2009) potenzia il messaggio delle pièce: i cappotti compressi da lastre di ferro sono assunti a simbolo della condizione umana e nello specifico, si legano indissolubilmente alle parole di sofferenza e oppressione della protagonista Io, interpretata da Aglaia Pappas.
A completare l’allestimento la vasca a terra, presente anche durante la performance in teatro, riempita di cenere e resti di combustione provenienti dai boschi greci devastati dagli incendi, a ribadire il forte legame con la Grecia, terra natia degli artisti coinvolti, nonché del mito stesso.
Il rapporto di Jannis Kounellis con il teatro inizia nel 1968 al Teatro Stabile di Torino con il regista Carlo Quartucci per lo spettacolo I testimoni di Tadeusz Rózewicz, per cui crea una scena costituita da sacchi di carbone. Tali elementi sono gli strumenti con cui ricreare sul palcoscenico – ma anche nelle sue installazioni – una realtà umanistica, poetica e rivelatrice.

Per l’occasione si rinnova la collaborazione tra la Galleria Fumagalli e Theodoros Terzopoulos, già regista dello spettacolo Die Hamletmaschine by Heiner Müller al Piccolo Teatro di Milano nel 2015. Terzopoulos e Kounellis vollero, infatti, omaggiare uno degli autori più significativi del teatro tedesco con una performance tratta dal Die Hamletmaschine del 1977 ambientata in una scena di Kounellis costituita da oggetti di arredo e domestici (armadi, comodini, appendiabiti, ciotole, bicchieri con grappa) e pesci rossi. Anche in quel caso, il video dello spettacolo fu riproposto in galleria assieme all’installazione, costituendo preziosa testimonianza del legame di Kounellis con il teatro.

Visualizza comunicato stampa →

Testo

La Galleria Fumagalli omaggia il maestro dell’arte contemporanea Jannis Kounellis proponendo il video della pièce teatrale Io di Etel Adnan tenutasi presso il Piccolo Teatro Strehler di Milano il 23-24-25 maggio 2022, in occasione della quale era stata allestita un’iconica opera dell’artista su desiderio del regista Theodoros Terzopoulos, suo grande amico.
«Io è una performance presentata in un piccolo spazio di grande energia – la Scatola Magica; uno spazio che assomiglia a una cappella per la preghiera e l’autoconcentrazione», così spiega Theodoros Terzopoulos.
Dedicato alla memoria di Jannis Kounellis, lo spettacolo si offre come una candela della memoria che, accesa, illumina il dolore dell’essere umano e le persecuzioni che lo affliggono, donando allo spettatore un’esperienza profondamente intima e commovente. Il monologo racconta il muto dolore dell’emigrazione, della fuga e del senso di sradicamento di una donna che è allo stesso tempo creatura contemporanea e personaggio della mitologia – perseguitato e punito da Era a causa della gelosia nei confronti di Zeus. La sofferenza è un demone che tormenta la protagonista dall’interno, come un nemico invisibile e invincibile, un mostro al quale ognuno potrebbe dare le sembianze di un personale disagio.
Io accetta pian piano il trauma, cambia, muta sembianze e, in questa accettazione, riesce a conferire profondità e senso alla vita. Il finale liberatorio e catartico incontra così la poetica di Jannis Kounellis che, come la tragedia greca, pare offrirci una possibile via per sublimare le ansie e le sofferenze individuali.

Non a caso, l’opera di Jannis Kounellis selezionata (il dittico “Senza titolo” del 2009) potenzia il messaggio delle pièce: i cappotti compressi da lastre di ferro sono assunti a simbolo della condizione umana e nello specifico, si legano indissolubilmente alle parole di sofferenza e oppressione della protagonista Io, interpretata da Aglaia Pappas.
A completare l’allestimento la vasca a terra, presente anche durante la performance in teatro, riempita di cenere e resti di combustione provenienti dai boschi greci devastati dagli incendi, a ribadire il forte legame con la Grecia, terra natia degli artisti coinvolti, nonché del mito stesso.
Il rapporto di Jannis Kounellis con il teatro inizia nel 1968 al Teatro Stabile di Torino con il regista Carlo Quartucci per lo spettacolo I testimoni di Tadeusz Rózewicz, per cui crea una scena costituita da sacchi di carbone. Tali elementi sono gli strumenti con cui ricreare sul palcoscenico – ma anche nelle sue installazioni – una realtà umanistica, poetica e rivelatrice.

Per l’occasione si rinnova la collaborazione tra la Galleria Fumagalli e Theodoros Terzopoulos, già regista dello spettacolo Die Hamletmaschine by Heiner Müller al Piccolo Teatro di Milano nel 2015. Terzopoulos e Kounellis vollero, infatti, omaggiare uno degli autori più significativi del teatro tedesco con una performance tratta dal Die Hamletmaschine del 1977 ambientata in una scena di Kounellis costituita da oggetti di arredo e domestici (armadi, comodini, appendiabiti, ciotole, bicchieri con grappa) e pesci rossi. Anche in quel caso, il video dello spettacolo fu riproposto in galleria assieme all’installazione, costituendo preziosa testimonianza del legame di Kounellis con il teatro.

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