SANG A HAN – BLACK FLAME

By 26 Aprile 2024 mostre-ongoing

SANG A HAN

BLACK FLAME
A cura di Maria Vittoria Baravelli
23 maggio - 13 settembre 2024

SANG A HAN

BLACK FLAME
A cura di Maria Vittoria Baravelli
23 maggio - 13 settembre 2024

Testo

La Galleria Fumagalli ospita BLACK FLAME, la prima mostra personale in galleria dell’artista Sang A Han (Seoul, Corea del Sud, 1987) rappresentata in esclusiva in Italia dal 2023.
Per la sua prima mostra internazionale, Sang A Han presenta una selezione di sculture create per l’occasione realizzate in tessuto di cotone cucito, imbottite e dipinte con il Meok (inchiostro di china). Sang A Han reinterpreta con una personale chiave creativa e contemporanea la tecnica orientale della pittura a inchiostro, nonché l’eredità del cucito e del ricamo, prassi tradizionalmente legate al mondo del lavoro domestico femminile così come all’arte orientale.
BLACK FLAME è il titolo che l’artista ha scelto per esprimere al meglio la sua poetica: il nero del Meok, dalla resa fluida e permeante nelle fibre del tessuto, rende infinite calde sfumature come una fiamma che, innalzandosi verso il cielo, mostra mille indefinibili tonalità.
«Il ricamo è da sempre antico custode della memoria, narra storie silenziose e intime di generazioni passate cucendo i frammenti del tempo con pazienza e maestria» spiega la curatrice Maria Vittoria Baravelli.

«Sang A Han riprende la pittura orientale tradizionale e l’antica arte tessitoria coreana per creare un linguaggio creativo contemporaneo e performativo. Attraverso l’uso del Meok, del pennello, dell’ago, del filo e del tessuto di cotone, crea sculture morbide che rimandano alla natura, al corpo e ai sogni, e intesse la sua vita frammentata di donna, artista e madre in un lavoro fatto di tanti piccoli attimi che ritaglia e cuce. Ne nascono delle opere da cui emerge un lirismo magico, una linea sinuosa che lega il corpo al luogo dei desideri, dei misteri e dei sogni e disegna un confine delicato tra il paesaggio naturale e quello anatomico.»
Sang A Han sceglie di utilizzare il tessuto di cotone e non la carta.
«Il modo in cui l’inchiostro filtra e si diffonde in esso restituisce il processo con cui il mio corpo trasforma le esperienze in memorie; il mio lavoro inizia dai ricordi, non quelli che si imprimono immediatamente nella mente, piuttosto le sensazioni che penetrano lentamente nelle fibre del mio corpo.» E aggiunge: «Credo che nel mio lavoro sia fondamentale la scala delle mie opere. Creo sculture di grandi dimensioni per riscattarle da ciò che viene considerato un “compito minore”.»

Il lavoro di Sang A Han rielabora e restituisce esperienze quotidiane ed emozioni in un linguaggio figurativo e simbolico, sensuale e onirico; isola emozioni intime ma universali spesso utilizzando simboli religiosi come i gesti buddhisti delle mudra – ad esempio i palmi delle mani uniti – espressi da corpi femminili, che altro non sono che quello di Sang A Han, donna e madre.
Un senso di profonda e ancestrale spiritualità, la ricerca di un’armonia naturale e di contatto verso il tutto scaturiscono dal lento procedere del gesto dell’artista, il gesto che si fa traccia dipinta e che diventa legame indissolubile mediante l’avvicendarsi dei punti di cucitura.

Visualizza comunicato stampa →

Testo

La Galleria Fumagalli ospita BLACK FLAME, la prima mostra personale in galleria dell’artista Sang A Han (Seoul, Corea del Sud, 1987) rappresentata in esclusiva in Italia dal 2023.
Per la sua prima mostra internazionale, Sang A Han presenta una selezione di sculture create per l’occasione realizzate in tessuto di cotone cucito, imbottite e dipinte con il Meok (inchiostro di china). Sang A Han reinterpreta con una personale chiave creativa e contemporanea la tecnica orientale della pittura a inchiostro, nonché l’eredità del cucito e del ricamo, prassi tradizionalmente legate al mondo del lavoro domestico femminile così come all’arte orientale.
BLACK FLAME è il titolo che l’artista ha scelto per esprimere al meglio la sua poetica: il nero del Meok, dalla resa fluida e permeante nelle fibre del tessuto, rende infinite calde sfumature come una fiamma che, innalzandosi verso il cielo, mostra mille indefinibili tonalità.
«Il ricamo è da sempre antico custode della memoria, narra storie silenziose e intime di generazioni passate cucendo i frammenti del tempo con pazienza e maestria» spiega la curatrice Maria Vittoria Baravelli.

«Sang A Han riprende la pittura orientale tradizionale e l’antica arte tessitoria coreana per creare un linguaggio creativo contemporaneo e performativo. Attraverso l’uso del Meok, del pennello, dell’ago, del filo e del tessuto di cotone, crea sculture morbide che rimandano alla natura, al corpo e ai sogni, e intesse la sua vita frammentata di donna, artista e madre in un lavoro fatto di tanti piccoli attimi che ritaglia e cuce. Ne nascono delle opere da cui emerge un lirismo magico, una linea sinuosa che lega il corpo al luogo dei desideri, dei misteri e dei sogni e disegna un confine delicato tra il paesaggio naturale e quello anatomico.»
Sang A Han sceglie di utilizzare il tessuto di cotone e non la carta.
«Il modo in cui l’inchiostro filtra e si diffonde in esso restituisce il processo con cui il mio corpo trasforma le esperienze in memorie; il mio lavoro inizia dai ricordi, non quelli che si imprimono immediatamente nella mente, piuttosto le sensazioni che penetrano lentamente nelle fibre del mio corpo.» E aggiunge: «Credo che nel mio lavoro sia fondamentale la scala delle mie opere. Creo sculture di grandi dimensioni per riscattarle da ciò che viene considerato un “compito minore”.»

Il lavoro di Sang A Han rielabora e restituisce esperienze quotidiane ed emozioni in un linguaggio figurativo e simbolico, sensuale e onirico; isola emozioni intime ma universali spesso utilizzando simboli religiosi come i gesti buddhisti delle mudra – ad esempio i palmi delle mani uniti – espressi da corpi femminili, che altro non sono che quello di Sang A Han, donna e madre.
Un senso di profonda e ancestrale spiritualità, la ricerca di un’armonia naturale e di contatto verso il tutto scaturiscono dal lento procedere del gesto dell’artista, il gesto che si fa traccia dipinta e che diventa legame indissolubile mediante l’avvicendarsi dei punti di cucitura.

Visualizza comunicato stampa →

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