FILIPPO ARMELLIN & MATTIA BOSCO – IN | ORIGINE

FILIPPO ARMELLIN & MATTIA BOSCO

IN | ORIGINE
Dal 17 aprile al 20 luglio 2019

FILIPPO ARMELLIN & MATTIA BOSCO

IN | ORIGINE
Dal 17 aprile al 20 luglio 2019

Filippo Armellin & Mattia Bosco, In | Origine, 2019. Ph Filippo Armellin

Testo

Galleria Fumagalli presenta la doppia personale di Filippo Armellin e Mattia Bosco, per la prima volta invitati a confrontarsi con gli spazi espositivi della galleria e a porre in dialogo i propri lavori, fotografici e scultorei. Come suggerisce il titolo, “IN | ORIGINE”, la mostra offre un’esperienza visiva sul tema del principio, sia come formazione e sedimentazione della materia naturale sia come archetipo o forma del pensiero e dell’immaginario umano. Partendo da una riflessione sulla carente attenzione che l’epoca contemporanea dedica allo spazio, e in contrapposizione al tempo che invece regola la cultura che organizza le nostre vite, Filippo Armellin realizza immagini di luoghi desertici e disindividualizzati, spazi in assenza temporale. Questi paesaggi, resi al tempo stesso fittizi e reali – grazie alla loro natura fotografica -, rappresentano un immaginario nel quale il progresso ha preso il sopravvento sull’uomo e il futuro è giunto a compimento incontrando nuovamente l’origine. I luoghi che Filippo Armellin ritrae sono, infatti, creati attraverso modelli plastici e fondali dipinti allestiti in studio. In esposizione una selezione di lavori inediti delle serie Il Regno della Quantità (2019) e La Crisi dei Simboli (2019), caratterizzate dalla presenza di rovine architettoniche ambientate in paesaggi notturni (nella prima) e diurni (nella seconda).

Mattia Bosco ricerca l’origine, dove tutto è iniziato prima che il tempo fosse Storia, esplorando i confini del tangibile e gli spazi che superano i limiti del reale, trovando nella pietra il segno di questo principio. La superficie rocciosa, manifestazione di una geologia millenaria, è selezionata con cura nelle montagne della Val d’Ossola e trasformata in scultura dal gesto dell’artista, che non inventa una nuova forma, ma ne asseconda il processo naturale portandone alla luce i profili. Mattia Bosco interviene sugli aggregati minerali trasformando la materia non solo nella sua conformazione ma anche con l’aggiunta di corpi esterni come inserti d’acciaio e foglia d’oro applicata. Esempi del primo tipo di lavori sono Lago nero (2014), scultura in marmo nero Marquina la cui forma allude alla sedimentazione che il tempo segna sulla pietra come se la roccia fosse tempo allo stato solido, e un gruppo di sculture in marmo di Carrara che presentano linee digradanti scolpite da un robot a tre assi (Henraux). Alla seconda tipologia di lavori, mutazioni della pietra con l’inserimento di nuovi materiali, appartengono le sculture Sezione aurea (2017), in marmo palissandro nero e foglia d’oro, e un gruppo di pietre (2018) in marmo palissandro nero con innestate punte d’acciaio e ferro.

Filippo Armellin nasce a Montebelluna in provincia di Treviso nel 1982, vive e lavora a Milano. Dopo la laurea in Progettazione e Produzione delle Arti Visive allo IUAV di Venezia, nel 2010 ottiene il diploma in Fotografia presso l’istituto R. Bauer di Milano. Si trasferisce a Roma nel 2007, dove lavora con Joseph Kosuth. Nel 2016 è stato selezionato tra i finalisti del XVII Premio Cairo. Tra le partecipazioni a mostre collettive in istituzioni: Palazzo Reale, Milano (2017), PAN | Palazzo delle Arti, Napoli (2013), Documenta, Kassel (2012), Fondazione Bevilacqua la Masa, Venezia (2007).
Mattia Bosco nasce a Milano nel 1976, vive e lavora tra Milano e le montagne dell’Ossola. Tra i suoi più recenti progetti espositivi: Palazzo Borromeo, Milano (2019), Ex Cimitero San Pietro in Vincoli, Torino (2018), Cascina Maria, Nicoletta Rusconi Art Projects, Agrate Conturbia (2018, 2017), Museo Diocesano, Milano (2015, 2008), Triennale Design Museum, Milano (2013), Limewharf, Londra (2013), Chiesa di S. Stefano, Milano (2007). Nel 2014 è stato tra i finalisti del XV Premio Cairo, e nel 2012 è arrivato secondo ex aequo al Premio Fondazione Henraux.

Visualizza comunicato stampa →

Testo

Galleria Fumagalli presenta la doppia personale di Filippo Armellin e Mattia Bosco, per la prima volta invitati a confrontarsi con gli spazi espositivi della galleria e a porre in dialogo i propri lavori, fotografici e scultorei. Come suggerisce il titolo, “IN | ORIGINE”, la mostra offre un’esperienza visiva sul tema del principio, sia come formazione e sedimentazione della materia naturale sia come archetipo o forma del pensiero e dell’immaginario umano. Partendo da una riflessione sulla carente attenzione che l’epoca contemporanea dedica allo spazio, e in contrapposizione al tempo che invece regola la cultura che organizza le nostre vite, Filippo Armellin realizza immagini di luoghi desertici e disindividualizzati, spazi in assenza temporale. Questi paesaggi, resi al tempo stesso fittizi e reali – grazie alla loro natura fotografica -, rappresentano un immaginario nel quale il progresso ha preso il sopravvento sull’uomo e il futuro è giunto a compimento incontrando nuovamente l’origine. I luoghi che Filippo Armellin ritrae sono, infatti, creati attraverso modelli plastici e fondali dipinti allestiti in studio. In esposizione una selezione di lavori inediti delle serie Il Regno della Quantità (2019) e La Crisi dei Simboli (2019), caratterizzate dalla presenza di rovine architettoniche ambientate in paesaggi notturni (nella prima) e diurni (nella seconda).

Mattia Bosco ricerca l’origine, dove tutto è iniziato prima che il tempo fosse Storia, esplorando i confini del tangibile e gli spazi che superano i limiti del reale, trovando nella pietra il segno di questo principio. La superficie rocciosa, manifestazione di una geologia millenaria, è selezionata con cura nelle montagne della Val d’Ossola e trasformata in scultura dal gesto dell’artista, che non inventa una nuova forma, ma ne asseconda il processo naturale portandone alla luce i profili. Mattia Bosco interviene sugli aggregati minerali trasformando la materia non solo nella sua conformazione ma anche con l’aggiunta di corpi esterni come inserti d’acciaio e foglia d’oro applicata. Esempi del primo tipo di lavori sono Lago nero (2014), scultura in marmo nero Marquina la cui forma allude alla sedimentazione che il tempo segna sulla pietra come se la roccia fosse tempo allo stato solido, e un gruppo di sculture in marmo di Carrara che presentano linee digradanti scolpite da un robot a tre assi (Henraux). Alla seconda tipologia di lavori, mutazioni della pietra con l’inserimento di nuovi materiali, appartengono le sculture Sezione aurea (2017), in marmo palissandro nero e foglia d’oro, e un gruppo di pietre (2018) in marmo palissandro nero con innestate punte d’acciaio e ferro.

Filippo Armellin nasce a Montebelluna in provincia di Treviso nel 1982, vive e lavora a Milano. Dopo la laurea in Progettazione e Produzione delle Arti Visive allo IUAV di Venezia, nel 2010 ottiene il diploma in Fotografia presso l’istituto R. Bauer di Milano. Si trasferisce a Roma nel 2007, dove lavora con Joseph Kosuth. Nel 2016 è stato selezionato tra i finalisti del XVII Premio Cairo. Tra le partecipazioni a mostre collettive in istituzioni: Palazzo Reale, Milano (2017), PAN | Palazzo delle Arti, Napoli (2013), Documenta, Kassel (2012), Fondazione Bevilacqua la Masa, Venezia (2007).
Mattia Bosco nasce a Milano nel 1976, vive e lavora tra Milano e le montagne dell’Ossola. Tra i suoi più recenti progetti espositivi: Palazzo Borromeo, Milano (2019), Ex Cimitero San Pietro in Vincoli, Torino (2018), Cascina Maria, Nicoletta Rusconi Art Projects, Agrate Conturbia (2018, 2017), Museo Diocesano, Milano (2015, 2008), Triennale Design Museum, Milano (2013), Limewharf, Londra (2013), Chiesa di S. Stefano, Milano (2007). Nel 2014 è stato tra i finalisti del XV Premio Cairo, e nel 2012 è arrivato secondo ex aequo al Premio Fondazione Henraux.

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Vedute

Filippo Armellin & Mattia Bosco, In | Origine, 2019. Ph Filippo Armellin
Filippo Armellin & Mattia Bosco, In | Origine, 2019
Galleria Fumagalli Milano, Ph Filippo Armellin
Filippo Armellin & Mattia Bosco, In | Origine, 2019. Ph Filippo Armellin
Filippo Armellin & Mattia Bosco, In | Origine, 2019
Galleria Fumagalli Milano, Ph Filippo Armellin
Filippo Armellin & Mattia Bosco, In | Origine, 2019. Ph Filippo Armellin
Filippo Armellin & Mattia Bosco, In | Origine, 2019
Galleria Fumagalli Milano, Ph Filippo Armellin
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Filippo Armellin & Mattia Bosco, In | Origine, 2019
Galleria Fumagalli Milano, Ph Filippo Armellin

Vedute

Press

formeuniche.org

24 giugno 2019
“Dialogo fra Filippo Armellin e Mattia Bosco in occasione della mostra IN | ORIGINE alla Galleria Fumagalli”

Leggi Articolo 

la Repubblica | ed. Milano

16 aprile 2019
“Il dialogo tra scultura e fotografia”

Leggi Articolo  →

Vivi Milano

10 aprile 2019
“Sulla pietra i segni del tempo”

Leggi Articolo  →

Arte

Aprile 2019
“La natura secondo Bosco e Armellin”

Leggi Articolo  →

Press

formeuniche.org

24 giugno 2019
“Dialogo fra Filippo Armellin e Mattia Bosco in occasione della mostra IN | ORIGINE alla Galleria Fumagalli”

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la Repubblica | ed. Milano

16 aprile 2019
“Il dialogo tra scultura e fotografia”

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Vivi Milano

10 aprile 2019
“Sulla pietra i segni del tempo”

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Arte

Aprile 2019
“La natura secondo Bosco e Armellin”

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    will still be an important model, and importing the car
    from Thailand would put it at a serious pricing disadvantage.
    And unless the latter discontinues the Rush, there won’t be any capacity left to build the car anyway.
    Given the amount of expected parts sharing between the Alza
    and Avanza, it stands to reason that Perodua will be the
    one building the car for UMW Toyota Motor, as per the current arrangement of the Aruz-based Rush being produced in Rawang.
    Building the Alza off this platform makes sense for Perodua, not only for the
    aforementioned reasons but also because the company already has the ability to produce DNGA models thanks to the
    Ativa. The final piece of the puzzle was the Avanza’s switch to a unibody architecture, at last
    giving Perodua the platform it needed to build the next-generation Alza it wanted.

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