Keith Sonnier

By 14 Luglio 2018 Artisti

KEITH SONNIER

KEITH SONNIER

Biografia

Keith Sonnier, nato a Mamou in Louisiana nel 1941, è tra i primi e più significativi rappresentanti di una generazione di artisti che ha dato avvio a un percorso di ricerca radicale sulla scultura. Dopo la laurea alla University of Southwestern Louisiana nel 1963 e un Master of Fine Arts alla Rutgers University nel 1966, Sonnier comincia a sperimentare materiali industriali ed effimeri che vanno dal lattice al raso, dagli objets trouvés ai trasmettitori e ai video. Utilizza materiali insoliti per l’epoca, collaborando con artisti suoi contemporanei come Eva Hesse, Barry Le Va, Bruce Nauman, Richard Serra, Joel Shapiro, Richard Tuttle e Jackie Winsor. Nel 1968 realizza le prime sculture a parete utilizzando la luce a incandescenza e successivamente il neon, che rapidamente diventa l’elemento caratterizzante del suo lavoro, con l’obiettivo di dare nuova forma alla luce e nuovo significato al materiale. Avvalendosi dei tubi di vetro al neon, l’artista disegna un’inedita dimensione nello spazio attraverso un intreccio di linee, archi e curve di luce e colore che interagiscono con l’architettura circostante. Keith Sonnier lavora spesso in serie, alcune delle quali ha continuato a sviluppare lungo il corso della sua carriera. Elementi delle prime opere scultoree sperimentali sono spesso riconoscibili in successive installazioni, anche in interventi architettonici su scala monumentale.

Tra i più importanti quello del 2003 a New York City che ha trasformato l’iconica Lever House di Gordon Bunshaft, l’installazione temporanea per l’esterno della Neue National Galerie di Mies van der Rohe a Berlino nel 2002 (BA-O-BA Berlin), Millennium 2000 concepita sulle quattro facciate della Kunsthaus Bregenz in Austria e Motordom nel 2004, una delle più grandi installazioni pubbliche  permanenti di Los Angeles, che illumina di rosso e blu la corte del Caltrans District 7 Building. L’opera di Keith Sonnier è stata esposta in mostre personali in istituzioni quali: NOMA, New Orleans (2019), DIA/Dan Flavin Art Institute, Bridgehampton NY e Parrish Art Museum, Water Mill NY (2018), Wadsworth Atheneum, Hartford (2017), Musee d’Art Moderne et d’Art Contemporain, Nizza (2015), BMW Museum, Monaco (2012), Louisiana Art and Science Museum, Baton Rouge (2010), Rathausgalerie, Monaco e Neue National Galerie, Berlino (2002), Kunsthaus, Bregenz e Parrish Art Museum, Southampton (1999), Kunstverein St. Gallen Kunstmuseum, San Gallo (1993), Hirshhorn Museum and Sculpture Garden, Washington D.C. (1989), Chrysler Museum, Norfolk (1988), Hara Museum of Contemporary Art, Tokyo (1984), MoMA PS1, New York (1983), Centre Georges Pompidou, Parigi (1979), The Museum of Modern Art, New York (1971), Stedelijk van Abbemuseum, Eindhoven (1970).

Sonnier ha partecipato a più di 360 mostre collettive durante la sua carriera, tra quelle in istituzioni: National Gallery of Australia, Canberra (2018), British Museum, Londra (2017), Noguchi Museum, New York (2015), Guggenheim Abu Dhabi, Manarat Al Saadiyat (2014), Palais des Beaux-Arts, Bruxelles (2013), Parrish Art Museum, New York (2012), Museum of Contemporary Art, Chicago (2011), Wilhelm Lehmbruck Museum, Duisburg (2004), CAPC, Bordeaux (2002), Museu d’Art Contemporani de Barcelona (2001), Museum of Contemporary Art, Los Angeles (1999), Musée d’Art Contemporain, Lione (1997), Musée d’Art Moderne et d’Art Contemporain, Nizza (1996), Drawing Center, New York (1993), Musée d’Art Contemporain, Montréal (1992), National Museum of Contemporary Art, Seoul (1990), Centro de Arte Reina Sofía, Madrid (1987), National Gallery of Art, Washington D.C. (1984), Nationalgalerie, Berlino (1983), Whitney Museum of American Art, New York (1978), Musée d’Art Moderne de la Ville de Paris (1975), National Museum of Modern Art, Tokyo (1974), Villa Borghese, Roma (1973), Louisiana Museum, Copenhagen (1971). Keith Sonnier ha anche preso parte a rassegne internazionali quali: Biennale di Venezia (1982, 1976, 1972) e Documenta, Kassel (1972). Da febbraio 2018, è rappresentato in Italia da Galleria Fumagalli di Milano che gli dedica la personale “Light Works, 1968 to 2017” nello stesso anno.

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Biografia

Keith Sonnier, nato a Mamou in Louisiana nel 1941, è tra i primi e più significativi rappresentanti di una generazione di artisti che ha dato avvio a un percorso di ricerca radicale sulla scultura. Dopo la laurea alla University of Southwestern Louisiana nel 1963 e un Master of Fine Arts alla Rutgers University nel 1966, Sonnier comincia a sperimentare materiali industriali ed effimeri che vanno dal lattice al raso, dagli objets trouvés ai trasmettitori e ai video. Utilizza materiali insoliti per l’epoca, collaborando con artisti suoi contemporanei come Eva Hesse, Barry Le Va, Bruce Nauman, Richard Serra, Joel Shapiro, Richard Tuttle e Jackie Winsor. Nel 1968 realizza le prime sculture a parete utilizzando la luce a incandescenza e successivamente il neon, che rapidamente diventa l’elemento caratterizzante del suo lavoro, con l’obiettivo di dare nuova forma alla luce e nuovo significato al materiale. Avvalendosi dei tubi di vetro al neon, l’artista disegna un’inedita dimensione nello spazio attraverso un intreccio di linee, archi e curve di luce e colore che interagiscono con l’architettura circostante. Keith Sonnier lavora spesso in serie, alcune delle quali ha continuato a sviluppare lungo il corso della sua carriera. Elementi delle prime opere scultoree sperimentali sono spesso riconoscibili in successive installazioni, anche in interventi architettonici su scala monumentale.

Tra i più importanti quello del 2003 a New York City che ha trasformato l’iconica Lever House di Gordon Bunshaft, l’installazione temporanea per l’esterno della Neue National Galerie di Mies van der Rohe a Berlino nel 2002 (BA-O-BA Berlin), Millennium 2000 concepita sulle quattro facciate della Kunsthaus Bregenz in Austria e Motordom nel 2004, una delle più grandi installazioni pubbliche  permanenti di Los Angeles, che illumina di rosso e blu la corte del Caltrans District 7 Building. L’opera di Keith Sonnier è stata esposta in mostre personali in istituzioni quali: NOMA, New Orleans (2019), DIA/Dan Flavin Art Institute, Bridgehampton NY e Parrish Art Museum, Water Mill NY (2018), Wadsworth Atheneum, Hartford (2017), Musee d’Art Moderne et d’Art Contemporain, Nizza (2015), BMW Museum, Monaco (2012), Louisiana Art and Science Museum, Baton Rouge (2010), Rathausgalerie, Monaco e Neue National Galerie, Berlino (2002), Kunsthaus, Bregenz e Parrish Art Museum, Southampton (1999), Kunstverein St. Gallen Kunstmuseum, San Gallo (1993), Hirshhorn Museum and Sculpture Garden, Washington D.C. (1989), Chrysler Museum, Norfolk (1988), Hara Museum of Contemporary Art, Tokyo (1984), MoMA PS1, New York (1983), Centre Georges Pompidou, Parigi (1979), The Museum of Modern Art, New York (1971), Stedelijk van Abbemuseum, Eindhoven (1970).

Sonnier ha partecipato a più di 360 mostre collettive durante la sua carriera, tra quelle in istituzioni: National Gallery of Australia, Canberra (2018), British Museum, Londra (2017), Noguchi Museum, New York (2015), Guggenheim Abu Dhabi, Manarat Al Saadiyat (2014), Palais des Beaux-Arts, Bruxelles (2013), Parrish Art Museum, New York (2012), Museum of Contemporary Art, Chicago (2011), Wilhelm Lehmbruck Museum, Duisburg (2004), CAPC, Bordeaux (2002), Museu d’Art Contemporani de Barcelona (2001), Museum of Contemporary Art, Los Angeles (1999), Musée d’Art Contemporain, Lione (1997), Musée d’Art Moderne et d’Art Contemporain, Nizza (1996), Drawing Center, New York (1993), Musée d’Art Contemporain, Montréal (1992), National Museum of Contemporary Art, Seoul (1990), Centro de Arte Reina Sofía, Madrid (1987), National Gallery of Art, Washington D.C. (1984), Nationalgalerie, Berlino (1983), Whitney Museum of American Art, New York (1978), Musée d’Art Moderne de la Ville de Paris (1975), National Museum of Modern Art, Tokyo (1974), Villa Borghese, Roma (1973), Louisiana Museum, Copenhagen (1971). Keith Sonnier ha anche preso parte a rassegne internazionali quali: Biennale di Venezia (1982, 1976, 1972) e Documenta, Kassel (1972). Da febbraio 2018, è rappresentato in Italia da Galleria Fumagalli di Milano che gli dedica la personale “Light Works, 1968 to 2017” nello stesso anno.

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Opere

Keith Sonnier, Red Lit Circle with Etched Glass (Lit Circle Series), 1968. Vetro, neon, argon, cavo e trasformatore, 151x152x30 cm
Keith Sonnier, Red Lit Circle with Etched Glass (Lit Circle Series), 1968
Vetro, neon, argon, cavo e trasformatore, 151x152x30 cm
Keith Sonnier, Neon Wrapping Incandescent I (Neon Wrapping Incandescent Sereis), 1970. Neon, argon, plafoniera, lampadine, cavo e trasformatore, 244x147x23 cm
Keith Sonnier, Neon Wrapping Incandescent I (Neon Wrapping Incandescent Sereis), 1970
Neon, argon, plafoniera, lampadine, cavo e trasformatore, 244x147x23 cm
Keith Sonnier, Comus (Sel Series), 1978. Neon, argon, pittura, cavo e trasformatore, 237x102x18 cm
Keith Sonnier, Comus (Sel Series), 1978
Neon, argon, pittura, cavo e trasformatore, 237x102x18 cm
Keith Sonnier, Proteus (Sel Series), 1978/2003. Neon, argon, pittura, cavo e trasformatore, 200x93x18 cm
Keith Sonnier, Proteus (Sel Series), 1978/2003
Neon, argon, pittura, cavo e trasformatore, 200x93x18 cm
Keith Sonnier, Sconce (Chandelier Series), 2006. Neon, metallo, cavo e trasformatore, 49x30x15 cm
Keith Sonnier, Sconce (Chandelier Series), 2006
Neon, metallo, cavo e trasformatore, 49x30x15 cm
Keith Sonnier, Ballroom Chandelier (Chandelier Series), 2008. Neon, argon, plexiglass, cavo e trasformatore, 188x102x61 cm
Keith Sonnier, Ballroom Chandelier (Chandelier Series), 2008
Neon, argon, plexiglass, cavo e trasformatore, 188x102x61 cm
Keith Sonnier, The European (Chandelier Series), 2009. Neon, argon, acciaio, cavo e trasformatore, 89x48x43 cm
Keith Sonnier, The European (Chandelier Series), 2009
Neon, argon, acciaio, cavo e trasformatore, 89x48x43 cm
Keith Sonnier, Prairie (Gran Twister Series), 2012. Acciaio saldato, neon, argon, riflettori in alluminio, cavo e trasformatore, 270x152x74 cm
Keith Sonnier, Prairie (Gran Twister Series), 2012
Acciaio saldato, neon, argon, riflettori in alluminio, cavo e trasformatore, 270x152x74 cm
Keith Sonnier, Wall Portal B (Portal Series), 2015. Neon, argon, cavo e trasformatore, 99x180x33 cm
Keith Sonnier, Wall Portal B (Portal Series), 2015
Neon, argon, cavo e trasformatore, 99x180x33 cm
Keith Sonnier, Double Portal (Portal Series), 2015. Neon, cavo e trasformatore, 112x203x15 cm
Keith Sonnier, Double Portal (Portal Series), 2015
Neon, cavo e trasformatore, 112x203x15 cm
Keith Sonnier, Roman Portal (Portal Series), 2015. Neon, cavo e trasformatore, 170x140x48 cm
Keith Sonnier, Roman Portal (Portal Series), 2015
Neon, cavo e trasformatore, 170x140x48 cm
Keith Sonnier, Quachita (Cat Doucet Series), 1996. Disegno a carboncino, floccatura colorata su carta cotone, 216x153 cm
Keith Sonnier, Quachita (Cat Doucet Series), 1996
Disegno a carboncino, floccatura colorata su carta cotone, 216×153 cm
Keith Sonnier, Atchafalaya (Cat Doucet Series), 1996. Disegno a carboncino, floccatura colorata su carta cotone, 216x153 cm
Keith Sonnier, Atchafalaya (Cat Doucet Series), 1996
Disegno a carboncino, floccatura colorata su carta cotone, 216×153 cm
Keith Sonnier, Okalousa (Cat Doucet Series), 1996. Disegno a carboncino, floccatura colorata su carta cotone, 216x153 cm
Keith Sonnier, Okalousa (Cat Doucet Series), 1996
Disegno a carboncino, floccatura colorata su carta cotone, 216×153 cm
Keith Sonnier, Cat Doucet Drawing VIII (Cat Doucet Series), 1995. Evidenziatore su carta millimetrata, 32x31 cm
Keith Sonnier, Cat Doucet Drawing VIII (Cat Doucet Series), 1995
Evidenziatore su carta millimetrata, 32×31 cm
Keith Sonnier, Cat Doucet Drawing XI (Cat Doucet Series), 1995. Evidenziatore su carta millimetrata, 40,5x31 cm
Keith Sonnier, Cat Doucet Drawing XI (Cat Doucet Series), 1995
Evidenziatore su carta millimetrata, 40,5×31 cm
Keith Sonnier, Cat Doucet Drawing X (Cat Doucet Series), 1995. Evidenziatore su carta millimetrata, 40,5x23 cm
Keith Sonnier, Cat Doucet Drawing X (Cat Doucet Series), 1995
Evidenziatore su carta millimetrata, 40,5×23 cm
Keith Sonnier, Cat Doucet Drawing III (Cat Doucet Series), 1995. Evidenziatore su carta millimetrata, 51x28 cm
Keith Sonnier, Cat Doucet Drawing III (Cat Doucet Series), 1995
Evidenziatore su carta millimetrata, 51×28 cm

Opere

Press

Flash Art

Dicembre 2018 – gennaio 2019
“Keith Sonnier: tra astrazione eccentrica e antiform”

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Arte

Settembre 2018
“KEITH SONNIER. Forme di luce e colore”

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Artforum

10 luglio 2018
“KEITH SONNIER”

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The New York Times

27 gennaio 2014
“The Sensual, Suggestive Appeal of Keith Sonnier’s Neon Sculptures”

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Flash Art

Marzo – aprile 2011
“Keith Sonnier. Light and space”

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Press

Flash Art

Dicembre 2018 – gennaio 2019
“Keith Sonnier: tra astrazione eccentrica e antiform”

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Arte

Settembre 2018
“KEITH SONNIER. Forme di luce e colore”

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Artforum

10 luglio 2018
“KEITH SONNIER”

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The New York Times

27 gennaio 2014
“The Sensual, Suggestive Appeal of Keith Sonnier’s Neon Sculptures”

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Flash Art

Marzo – aprile 2011
“Keith Sonnier. Light and space”

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Mostre

MOSTRE PERSONALI

KEITH SONNIER
Light Works. 1969 to 2017

Inaugurazione 27 settembre 2018
Dal 18 settembre al 19 dicembre 2018

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Mostre

MOSTRE PERSONALI

KEITH SONNIER
Light Works. 1969 to 2017

Inaugurazione 27 settembre 2018
Dal 18 settembre al 19 dicembre 2018

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Istituzioni

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